Viterbo, 12 marzo 2021 – Nel pomeriggio di oggi è arrivata l’ufficialità di una decisione che era nell’aria: il Lazio da lunedì 15 marzo è in zona rossa. Nella fascia di rischio più elevata, dove già si trovano Campania e Molise, entrano anche la provincia autonoma di Trento, le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Puglia e Marche.

Tutte le altre in zona arancione, compresa la Sicilia, nonostante i dati siano da zona gialla. Così dispone il nuovo decreto varato dal governo, che sarà valido dal 15 marzo al 6 aprile, con Pasqua e Pasquetta praticamente in lockdown: tutte le Regioni in quei giorni (3, 4 e 5 aprile) passeranno in zona rossa. Dal 15 marzo al 6 aprile la Sardegna resta in zona bianca, avendo azzerato i contagi, mentre si stanno verificando i dati della Basilicata.

Intanto a Viterbo già da stasera, dopo l’ufficializzazione della Regione Lazio in zona rossa, si è cominciata a respirare di nuovo l’aria di lockdown, nonostante i contagi giornalieri della Tuscia di queste settimane siano abbondantemente al di sotto dei numeri di qualche mese fa, quando superavano quotidianamente le 100 unità.

Chiuse anche “fisicamente” le piazze ritrovo dei giovani: Piazza della Repubblica e Piazza dell’Unità. Entrambe “sigillate” da transenne in ferro per impedire l’accesso fisico all’area. A coadiuvare gli agenti delle forze dell’ordine e della Polizia municipale nella vigilanza del territorio anche il gruppo della Protezione Civile Tuscia Viterbo. E già nel tardo pomeriggio di oggi, sono iniziati a irrigidirsi i controlli. In via della Sapienza intorno alle 19 poliziotti e agenti della polizia municipale hanno dovuto fronteggiare tre ragazzi, uno dei quali si sarebbe rifiutato di indossare la mascherina, e sarebbe stato multato per 400 euro.

«Il Comune ha messo le transenne in una serie di piazze per evitare assembramenti e noi siamo qui a controllare – dice Roberto Tisbi della Protezione Civile Tuscia Viterbo – Siamo qui dalle 18 alle 20. Da lunedì saremo zona rossa e ci siamo resi disponibili per collaborare. I cittadini sono un po’ allarmati, è un anno che si combatte, ma tuttora c’è gente che ancora non gli entra in testa l’uso della mascherina o il rispetto di alcune regole, soprattutto i giovani. La maggior parte delle persone sono comunque disciplinate. Noi siamo qui a presidiare. Soprattutto a Piazza della Repubblica ci sono spesso assembramenti di giovani nel fine settimana»