Decreto Sostegni: fino a 840 euro a famiglia per tre mesi, stop cartelle fino al 30 aprile.
Nazionale, 16 marzo 2021 – Governo a lavoro sul decreto “Sostegni”, ma già si delineano le direttrici su cui si muoverà: rafforzare gli aiuti alle famiglie in difficoltà. A tal fine sarà rifinanziato il Reddito di Emergenza con un assegno da 400 fino a 840 euro per i nuclei che si trovano in situazioni più critiche e con un Isee al di sotto dei 15 mila euro.
Il ministro del lavoro Andrea Orlando annuncia in Parlamento, il rafforzamento della misura «mediante l’innalzamento della soglia massima dell’ammontare del beneficio per coloro che vivono in affitto e la garanzia dell’accesso al beneficio anche ai disoccupati che hanno terminato, tra il primo luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, la Naspi o la Discoll e non godono di altri strumenti».
Nel valutare l’accesso al Reddito di emergenza sarà introdotto anche il parametro dell’affitto. Questa novità dovrebbe permettere di dare un sostegno al maggior numero di famiglie che prima, con il solo parametro Isee, ne restavano escluse. L’assegno sarà corrisposto per tre mesi. La platea dei beneficiari, considerando anche chi ha terminato la Naspi (l’assegno di disoccupazione) dovrebbe arrivare a coprire ben oltre i 300 mila nuclei che hanno ottenuto fino ad oggi il beneficio previsto per la prima volta nel decreto rilancio.
Reddito di cittadinanza. “Allo studio un provvedimento che permetterà ai percettori del reddito di lavorare temporaneamente, sospendendo il beneficio senza subire la perdita o la riduzione dell’assegno“, dice il ministro Orlando. Il Reddito di cittadinanza, dunque, “riprenderà a decorrere in via automatica al termine dell’attività lavorativa”.
Blocco licenziamenti. In sede di audizione, il ministro Orlando ha comunicato “la proroga del blocco dei licenziamenti: sarà differenziata e durerà fino al 30 giugno 2021 per i lavoratori che potranno disporre di strumenti ordinari, mentre per gli altri continueranno a essere utilizzati strumenti straordinari e saranno collegati a una data utile per la riforma degli ammortizzatori sociali”.
12 miliardi per i Ristori. I ristori alle imprese e ai professionisti saranno calcolati in base alla perdita di fatturato del 2020 rispetto al 2019. Potranno accedere all’aiuto le Partite Iva e le aziende con ricavi fino a 10 milioni di euro, che hanno subito perdite di fatturato superiori al 33%. La perdita sarà mensilizzata, ossia divisa per dodici e il ristoro sarà pari a due dodicesimi, cioè alla riduzione di fatturato di due sole mensilità. L’indennizzo non potrà superare un limite massimo di 150 mila euro. Per gli operatori economici della montagna, oltre ai ristori, sarà previsto un aiuto supplementare grazie a un fondo extra di 600 milioni di euro.
Pace fiscale. Un capitolo a parte riguarderà le cartelle esattoriali. Le notifiche degli atti di accertamento saranno congelate fino al termine dello stato di emergenza, cioè il 30 aprile, termine che si appresta, pare, ad essere prorogato fino a settembre. Parallelamente si procederà allo stralcio di tutti gli atti emanati tra il 2000 e il 2015 di valore inferiore a 5 mila euro. Ad essere cancellate “saranno 65 milioni di vecchie cartelle“, annuncia il sottosegretario al Mef, Claudio Durigon. All’orizzonte anche una pace fiscale per le aziende che hanno registrato un calo del fatturato superiore al 33%: potranno saldare a rate i debiti con l’Agenzia delle entrate, senza pagare sanzioni ed interessi. Altre misure attendono l’approvazione, da parte del Parlamento, dello scostamento di bilancio. Una cifra che potrebbe andare dai 20 e i 30 miliardi di euro.
Nel decreto Sostegno sarà previsto anche il rifinanziamento dei congedi parentali e i bonus baby sitter, scrive sulla sua pagina Facebook il vice ministro al Mef, Laura Castelli. Sostegno anche per Comuni e Regioni che “a causa della pandemia, stanno registrando minori entrate, garantendo così l’erogazione dei servizi pubblici ai cittadini”.