Nazionale, 26 marzo 2021 – «Faremo un decreto ora sulla base dei dati disponibili oggi, ma continueremo a seguirli e vedremo come vanno. Non escludo cambiamenti in corso, la situazione è così complessa che va monitorata giorno per giorno, settimana per settimana». Lo dice il presidente del consiglio, Mario Draghi, alla conferenza stampa a Palazzo Chigi, alla vigilia del nuovo decreto che disciplinerà il dopo Pasqua, quando l’Italia, nei giorni 3, 4 e 5 aprile, sarà tutta in zona rossa. Per ora pare sia esclusa la zona gialla per il mese di aprile. Ma come ha detto Draghi, non si escludono aggiustamenti in corsa se la pandemia, con l’avanzare della somministrazione dei vaccini e l’arrivo della stagione calda, dovesse iniziare ad arretrare. Ad oggi le Regioni nel mese di aprile potranno essere rosse o al massimo arancione con le conseguenti misure più restrittive. In proposito nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, Mario Draghi, il ministro della Salute, Roberto Speranza annuncia l’imminente passaggio del Lazio dall’attuale zona rossa a quella arancione: «Accadrà alla scadenza naturale dell’ordinanza vigente – dice – quindi alla mezzanotte tra lunedì e martedì prossimi». Tornando all’orizzonte nazionale, escluso, dunque, il giallo ad aprile, qualche allentamento potrebbe arrivare sulla scuola.
«Le scuole riaprono fino alla prima media, il ministro Bianchi sta lavorando perché avvenga in modo ordinato. La volontà complessiva era che, se ci fosse stato uno spazio, lo avremmo utilizzato per le scuole fino alla prima media», ha detto Draghi in conferenza stampa, tenuta a conclusione della cabina di regia, spiegando che: «Le evidenze scientifiche mostrano che le scuole sono un punto di contagio molto limitato solo in presenza delle altre restrizioni»
Obbligo di vaccinazione per sanitari. Sarebbe al “vaglio” una norma che obblighi i sanitari alla vaccinazione. «Bisogna riconoscere, tuttavia, che l’adesione del personale sanitario è stata straordinariamente rilevante. Noi interverremo su una quota che è molto residuale, e credo che questo vada riconosciuto». «Tutti gli operatori sanitari hanno svolto un lavoro straordinario e hanno dato anche un esempio positivo – ha rimarcato il ministro Speranza – C’è un pezzetto, molto minimale, che ora stiamo provando anche a formalizzare sul piano quantitativo, e su questo stiamo valutando l’intervento con una norma. Ma la stragrande maggioranza dei nostri medici e dei nostri infermieri, in maniera del tutto volontaria, ha risposto positivamente, dando anche il buon esempio rispetto all’obiettivo della vaccinazione», ha ribadito il titolare del ministero della Salute.