Nazionale, 28 marzo 2021 – Addio zona gialla per tutto il mese di aprile. Se la curva dei contagi non crollerà, tutte le regioni italiane saranno in fascia rossa o al massimo arancione dopo Pasqua fino a fine mese. Ciò significa livello di guardia ancora alto e misure restrittive. La fascia arancione da martedì sarà assegnata al Lazio, oltre alle regioni in cui era già vigente: Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Sicilia e Sardegna. In questa fascia sono aperti i centri sportivi, dove, però, è vietato l’uso degli spogliatoi. L’attività sportiva può essere praticata nei parchi, osservando le regole su distanziamento e mascherina. Restano, invece, chiuse anche in fascia arancione le palestre e le piscine. Eppure a febbraio il Comitato tecnico scientifico aveva varato un protocollo che consentiva di effettuare lezioni individuali in palestra purché con mascherina e con una distanza minima di due metri, e di andare in piscina rispettando, però, un minimo 10 metri quadri per ogni nuotatore. Ma ad oggi le palestre e le piscine restano chiuse. I gestori, così come i ristoratori, sono sul piede di guerra e minacciano la rivolta. «Sono certo che alla scadenza del Dpcm il 7 aprile molte palestre riapriranno: non hanno più niente da perdere, anche contro le norme. Dei verbali non frega più niente a nessuno, ora è questione di sopravvivenza», dice il presidente dell’Anpals, l’associazione nazionale delle palestre e strutture private sportive, Giampiero Guglielmi al Messaggero. «Per il 40% le strutture sono già scomparse – prosegue – e per la ridicola riforma dello sport che mira al miglioramento delle condizioni lavorative resterà a spasso il 90% dei lavoratori. Per il governo evidentemente l’attività fisica non è fondamentale e sta distruggendo il settore. In sintesi lo Stato non si fida delle strutture sportive, che sono controllate e monitorate, e le tiene chiuse a prescindere mentre i contagi avvengono in altri contesti. Una situazione inspiegabile e ora c’è aria di rivolta. Conosco chi ha perso 150.000 euro e ne ha ricevuti 5.000: ma di che stiamo parlando? Riapriranno dal 7 aprile, verbali o no».
