Home Cronaca Recovery Plan approvato: «Italia non sarà più la stessa». Primi 24 miliardi a luglio.
Recovery Plan approvato: «Italia non sarà più la stessa». Primi 24 miliardi a luglio.

Recovery Plan approvato: «Italia non sarà più la stessa». Primi 24 miliardi a luglio.

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Nazionale, 28 aprile 2021 – Votato il  Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con una larghissima maggioranza dopo due giorni di dibattito. Fratelli d’Italia si astiene. Il voto contrario arriva solo dagli ex grillini. Nel PNRR si apre la strada alla modifica della legge sulla prescrizione voluta dal Conte 1. Il Piano porterà in sei anni in Italia 240 miliardi. Entusiasta Matteo Salvini che in questi giorni ha iniziato una raccolta online per l’abolizione del coprifuoco. Ma in Senato, ieri, ha chiarito la sua posizione che sgombra il campo da qualsiasi equivoco: «Siamo un alleato leale. Se qualcuno pensa di buttarci fuori da qua, ha sbagliato. Noi qua siamo e rimaniamo», scandisce il leader della Lega rivolto ai banchi del Pd. Il Piano è stato discusso alle Camere solo per due giorni, ma è passato dal governo e dal consiglio dei ministri che racchiude circa il 90% delle forze politiche dell’emiciclo.  La rapidità della stesura e della discussione alle Camera consentirà di restare nei tempi, anche se: «la scadenza del 30 aprile non è mediatica», spiega Draghi, sottolineando, però, che «se si arriva prima si avranno i fondi prima.  Se consegnavamo il piano il 10 maggio i soldi arrivavano a giugno, o peggio, dopo l’estate». Prima si consegna il piano, prima arrivano i soldi. Equazione limpida come l’acqua. Il Consiglio dei ministri, che potrebbe essere convocato per giovedì, formalizzerà il via libera a Bruxelles del Piano. Entro luglio arriverà  la prima tranche di fondi, di circa 24 miliardi.  Il traguardo dell’Italia in questo primo momento era quello di arrivare  insieme a Francia, Germania e Spagna. Obiettivo centrato dal governo Draghi che oggi sarà  in videoconferenza con i ministri dell’Economia dei quattro Paesi:  Le Maire per la Francia,  Scholz Germania,  Calvino Spagna per illustrare i piani. Presente anche il responsabile italiano del Mef, Daniele Franco. Ora che il Piano è pronto e  approvato, arriva la successiva e, forse, più complessa sfida: attuarlo, dare forma concreta alle riforme e alle opere in esso contenute. Tra gli ostacoli più insidiosi: «l’inerzia istituzionale, certa miopia, e la corruzione».  L’Italia è un po’ la maglia nera dell’utilizzo dei fondi europei. Ma stavolta non sono ammessi sbagli. Il Paese conta sul Recovery Plan per ricostruire l’economia devastata dalla pandemia e compiere quel salto nel futuro che sta prendendo forma su un grosso pilastro: lo sviluppo sostenibile. Draghi sottolinea come sarà fondamentale, nell’attuare il PNRR, il coordinamento tra governo ed enti locali, perché «non è Stato contro enti locali, esattamente il contrario» spiega. «Al centro del piano – sottolinea il presidente del Consiglio – c’è l’Italia, con le sue straordinarie qualità e le sue ormai storiche fragilità, su cui credo che tutti siamo d’accordo». È necessario «affrontarle e risolvere, questo piano ci dà l’occasione per farlo», dice ancora Draghi, puntualizzando che: «I progetti si possono attuare solo se c’è accordo, volontà di successo non di sconfitta». Bisogna «Lavorare insieme», «il Parlamento è protagonista». L’Italia stavolta non può fallire: «non sarà più possibile convincere gli altri Paesi  europei a fare una politica fiscale comune, a mettere i soldi insieme». Il 60% delle risorse del Piano saranno destinate ad «asili nido, al Sud e alle periferie». In particolare andranno al Mezzogiorno ben «82 miliardi», spiega Draghi. Resterà l’ecobonus 110% e sarà semplificato. Un miliardo è destinato agli alloggi studenteschi, mezzo miliardo alle borse di studio. Oltre 18 miliardi per il superbonus (anche su alberghi e con condono in corso) e ‘importanti semplificazioni’ per l’ecobonus. Da maggio la mappatura per avere entro il 2026 la banda larga ovunque. Entro il 31 luglio legge delega per la riforma del sistema fiscale. «Oggi è un giorno positivo per l’Italia»,  chiosa Mario Draghi, con entusiasmo e «gusto del futuro». Quella della pandemia e del PNRR è una sfida epocale e l’ex Bce l’ha chiusa nei tempi previsti.  c Molto rapidi.  Ma la strada è ancora tutta in salita: consegnato il piano a Bruxelles, sarà tempo di fare riforme. «Senza di loro – dice Draghi – dispero di spendere bene questi soldi», chiarendo che i partiti devono lavorare insieme: «c’è accordo se c’è volontà di successo». Già da maggio partiranno i decreti attuativi delle sei missioni e delle riforme previste. Una cosa è certa: con il Recovery Plan «l’Italia non sarà più la stessa». Parola di Draghi.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.