Viterbo, 21 febbraio 2022 – Il destino di Palazzo dei Priori passerà dalle vicende nazionali, almeno per quanto riguarda il centrodestra, ma, a caduta, anche sugli altri. Se, infatti, la coalizione si spaccherà, il ballottaggio diventerà ancor più contendibile per i competitori in campo come il centrosinistra e Chiara Frontini, che proprio nel 2018 ebbe la meglio sulla formazione del Pd arrivando al secondo turno con la sua lista civica contro il centrodestra, e mancando per circa 400 voti lo scranno più alto di Palazzo dei Priori. Ad oggi la scacchiera politica è cristallizzata, ma potrebbe subire un’accelerazione nei prossimi giorni, innanzitutto con la scelta dei candidati sindaco sempre più imminente e, soprattutto, con la definizione della geografia politica che andrà a comporsi per la sfida elettorale. E qui subentra lo scenario nazionale. Lo dice chiaramente il commissario cittadino di Forza Italia, Giulio Marini: «Non abbiamo ancora iniziato a parlare di alleanze né dentro Forza Italia né fuori, stiamo vedendo di capire cosa accadrà a livello nazionale, dove è in corso una discussione per riformare il centrodestra. C’è un dibattito molto acceso e, quindi, aspettiamo la data delle elezioni, che non è nemmeno programmata, né decisa. È importante che si trovi la giusta sinergia nel centrodestra e capire se c’è uno spazio per proseguire il percorso. Tutti i partiti si stanno guardando intorno per cercare di proporre le migliori soluzioni», dice Marini. Posizione che pare contrastare con quanto affermato dal presidente della Provincia Alessandro Romoli, protagonista di un duro attacco agli ex alleati di centrodestra al comune di Viterbo, durante l’incontro organizzato dall’ex sindaco Giovanni Arena sabato pomeriggio. Secondo Romoli lo schema destra o sinistra è superato, conta solo «dare risposte ai cittadini». Certo è che il destino di Forza Italia a Viterbo, come in altri comuni della Provincia dipenderà dal suo fondatore, Silvio Berlusconi, e dalle prossime evoluzioni del centrodestra nazionale. «Forza Italia non deve rinchiudersi nel recinto di nessuno», dice Romoli. Il Cavaliere, però, pare, invece, sempre più intenzionato a puntellare gli steccati ideologici dopo il Quirinale, rilanciando fortemente il ruolo di Forza Italia quale “perno della coalizione che si contrappone alla sinistra” e l’impegno del suo partito: “insieme con le altre sigle di centro, per rafforzare l’area centrale di un centrodestra che è ancora oggi per i sondaggi la prima scelta degli italiani, la coalizione che governa la maggior parte delle Regioni e centinaia di Comuni”, come riportava una nota stampa di Forza Italia qualche settimana fa, parlando di una “nuova sfida dentro al centrodestra, per affrontare al meglio i prossimi appuntamenti elettorali: saremo il cuore di un centrodestra che si dovrà presentare alle prossime elezioni profondamente rinnovato“. E, dunque, è chiaro che le vicende comunali viterbesi, e forse non solo quelle, con molta probabilità, saranno influenzate dalle dinamiche nazionali.