Il nuovo prefetto di Viterbo Nicolò d’Angelo: “Prefettura collante istituzionale”. Immigrazione: “Senza “no” a prescindere, valuteremo di concerto con territorio”
Nicolò d’Angelo, nominato dal consiglio dei ministri 31 esimo Prefetto di Viterbo, si è presentato oggi alla stampa locale. Il suo curriculum parla da sé. Nato a Trapani il 5 febbraio di 63 anni fa, si è distinto nella sua lunga carriera nella Polizia di Stato per la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata.\r\n\r\nHa rivestito il suo primo incarico alla questura di Torino per un anno. Nel 1977 è arrivato a Roma dove è stato dirigente dei commissariati di Monteverde e Ostia, passando poi all’Antiterrorismo e alla squadra mobile, che ha diretto per sette anni, dal 1997 al 2003. In questo periodo si è occupato di casi come l’omicidio della studentessa Marta Russo alla Sapienza nel ’97. Tra le indagini più importanti svolte da D’Angelo figura certamente quella che ha portato allo smantellamento della Banda della Magliana tra gli anni ’80 e ’90. È stato questore della Capitale dal 2014 al 28 febbraio di quest’anno, quando è stato assegnato al ruolo di Prefetto della città di Viterbo. Un ritorno, in realtà. “Sono stato a Viterbo dal 1968 al 1971. Camminando per le strade viterbesi qualche ricordo inizia a riaffiorare – ha detto oggi nella sala Coronas del palazzo della Prefettura – Sono onorato di essere a Viterbo. Cercherò di fare il buon prefetto. Una delle funzioni fondamentali è quella di fare da collante istituzionale, essere il più vicino possibile a tutto ciò che è il tessuto della società”.\r\n\r\nNicolò d’Angelo ha assunto il ruolo di Prefetto di Viterbo solo da qualche giorno: “Sto studiando – afferma in proposito – per vedere se ci sono criticità. Se mi fate qualche domanda, pertanto, avrete qualche mezza risposta”, dice sorridendo, “perché sono arrivato ora. Mi sto muovendo per conoscere tutte le realtà più importanti della città”.\r\n\r\nLa domanda che preme più di tutte, in quanto di estrema attualità, in questi mesi, è l’indirizzo che adotterà la Prefettura nella gestione del fenomeno migratorio, in particolare nei confronti del sorgere di centri di accoglienza di grandi dimensioni, come quello in prossimità della ex fiera di Viterbo, e anche quello di via Emilio Bianchi dove, sembrerebbe, gli ospiti sarebbero diverse decine, nonché sull’ipotesi di un altro, con le stesse caratteristiche, che potrebbe, secondo indiscrezioni, vedere la luce a breve nella frazione di San Martino al Cimino.\r\n\r\nSulla specifica situazione locale in tema di immigrazione, però, il nuovo prefetto non si pronuncia, spiegando di non avere ancora gli elementi per esprimere una sua posizione. In linea generale, però, afferma che: “L’immigrazione è un’emergenza in tutto il paese che ha fatto dei grandissimi sforzi. Sicuramente è un problema molto sentito, ma anche molto strumentalizzato. C’è chi, appena sente odore di immigrato, traccia l’assunto immigrato criminale, e quindi disturbo di tutto ciò che è quiete quotidiana. Io vengo da Roma – prosegue- dove abbiamo gestito situazioni molto più grosse. È un problema che va visto nella giusta misura. L’accoglienza non deve mai mancare in una comunità che si reputi all’altezza della società e dei tempi che stiamo vivendo. L’immigrato è anche fonte di indotto. Siamo sempre stati un paese accogliente. Lampedusa ha dimostrato un grande senso di umanità e capacità di accoglienza da parte dei cittadini. Ci siamo spesso interfacciati come governo con questa situazione estremamente difficile per dare una mano. Noi non abbiamo queste grandi emergenze. Ma è chiaro che siamo chiamati anche noi a gestire e a dare una mano. Si faranno valutazioni di concerto con tutte le realtà del territorio per trovare un giusto equilibrio sulla situazione immigrati. Questo però implica che non ci sia un “no” a prescindere, altrimenti sorgono problemi e si è costretti a decidere in solitudine. Siamo stati la culla della civiltà nel mondo, i padri del diritto. Dobbiamo tenere presente qual è la nostra funzione e il ruolo che svolgiamo in Europa. Stiamo facendo grandi sforzi tutti, abbiamo gestito una situazione migratoria veramente difficile”.\r\n\r\nSul campo profughi alla ex fiera di Viterbo il Prefetto chiede quali siano i numeri per poi affermare: “Mi devo ancora consultare con i miei collaboratori. Vedremo di che cosa si tratta – prosegue – mi confronterò con collaboratori e funzionari, poi avremo modo di tornare sul discorso”, dice, prima di ribadire che la funzione fondamentale della Prefettura, quale organo di governo in ambito locale è quella di “fare giuste politiche”. “Incontrerò tutti i sindaci in questi giorni – conclude – ed è mia intenzione andare a trovarli uno per uno”.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n