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L’Etruria Ensemble sogna il teatro dell’Unione

L’Etruria Ensemble sogna il teatro dell’Unione

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Molti artisti di Viterbo girano il mondo ma, sognano anche di avere una «casa» qui, nella loro città. Durante la presentazione del Concerto di Pasqua il console italiano del Touring Club di Viterbo, Vincenzo Ceniti, interpreta il desiderio dell’orchestra sinfonica Etruria Ensemble, solo appena accennato da Giuliano Nisi, Presidente associazione “XXI secolo”.\r\n\r\n«Sono artisti che girano sempre, se il Teatro dell’Unione sarà riaperto», esordisce Nisi, iniziando una frase che porterà a termine Ceniti alla fine della conferenza stampa: «potrebbero trovare accesso in uno spazio istituzionale. Sarebbe anche una bella operazione dal punto di vista dell’immagine. L’Etruria Ensemble porta in giro, non solo nei fatti, ma anche nel nome la Tuscia, è l’orchestra di casa, è sempre presente, costantemente in prima linea».\r\n\r\nL’assessore alla Cultura del Comune di Viterbo, Antonio Delli Iaconi, raccoglie il suggerimento, ma senza sbilanciarsi troppo: «Nella gestione del Teatro dell’Unione – dice – la qualità è fondamentale. Il Comune non ha la forza per farlo. Emaneremo, quindi, un bando, dove potremmo inserire dei paletti per avere la garanzia del coinvolgimento degli operatori della città nella programmazione e realizzazione delle attività teatrali, cosicché anche loro potranno essere protagonisti»\r\n\r\nIntanto in Comune si preparano a festeggiare il fine lavori del Teatro Unione, ma per la stagione teatrale il discorso è tutto ancora da vedere. Da parte pubblica ci sarebbero 100 mila euro in tre anni, cinquantamila nell’anno in corso. Forse un po’ troppi pochi per vedere formarsi la fila all’emanazione del bando.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.