Home Cronaca Processione Maria SS. Liberatrice, sfila un baldacchino di circa 600 anni
Processione Maria SS. Liberatrice, sfila un baldacchino di circa 600 anni

Processione Maria SS. Liberatrice, sfila un baldacchino di circa 600 anni

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Viterbo, 25 maggio 2023 – Torna la processione della madonna Maria SS. Liberatrice, una celebrazione che si rinnova da 700 anni. Ieri la presentazione a Palazzo dei Priori. “Vogliamo dare grande risalto a questo evento che si inquadra nel più ampio progetto di riqualificazione di San Faustino”, ha detto la sindaca Chiara Frontini. Accanto a lei, Padre Giuseppe Scarella, che ha ricordato la storia: “Tre anni fa abbiamo celebrato il settimo centenario, una manifestazione che è di tutta la città, non solo della Trinità”. La tradizione inizia nel lontano “maggio 1320, quando a Viterbo i cittadini si accorsero di qualcosa di molto spaventoso e strano – ha raccontato – c’è chi parla di demoni, chi di tempeste,  ricollegando l’accaduto a un fenomeno meteorologico. Non si sa bene cosa fosse successo, ma i cittadini rimasero terrorizzati.  La gente si riversò  in questa chiesa e si affidò alla Madonna, quando miracolosamente questi eventi cessarono. Un prodigio per cui il Comune si impegnò a ricordare questi eventi”, dice ancora padre Scarella. Una ricorrenza antica 700 anni, che forse si è interrotta solo durante gli anni della guerra. Ma quel che è interessante notare è che anche il cosiddetto “baldacchino” che percorre le vie cittadine è lo stesso di 600 anni fa, restaurato tre anni fa, quando è stato recuperato anche il colore originale. Esso pesa tre quintali e mezzo ed è trasportato da 12 portatori. Giuseppe Caciotti ha ricordato un altro aspetto dell’origine della processione: “Le famiglie si riunirono a un tavolo e istituirono una processione con i bambini vestiti di bianco, così il cardinale Egidio voleva richiamare il simbolo della purezza e della pace. Ci fu un vero e proprio atto di affidamento della città alla Madonna“. L’avvocato Saccarello dell’ordine costantiniano ha affermato: “Abbiamo sempre partecipato in grande numero alla processione della Madonna Liberatrice, rappresenta la prima devozione mariana di Viterbo, ebbe origine nel 1320 ed ha una valenza non solo religiosa ma anche civica”.

Quel giorno saranno presenti anche i facchini di Santa Rosa che daranno una “spalla” ai portatori del baldacchino della Madonna. “Da qualche anno abbiamo avuto l’onore di partecipare – ha detto il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini -. I nostri facchini portano la macchina settecentesca. Nella chiesa della Trinità avviene una delle cose più belle del giro delle sette chiese:  il canto alla Liberatrice”. “Siamo il cuore di questa manifestazione – ha sottolineato Marco Mandola – felici di avere instaurato questo rapporto con i facchini”. La sindaca Frontini ha ribadito in chiusura di conferenza stampa la “necessità di collaborare tra le diverse realtà cittadine senza  sottolineature, discordie, siamo tutti qui per la città – ha detto – queste sinergie positive sono la direzione verso cui vogliamo andare”.  La processione partirà da piazza del Plebiscito, percorrerà via Ascenzi, Sacrario, via Cairoli, San Faustino per arrivare alla Trinità.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.