Home Cronaca Emergenza immigrazione, Tuscia: 314 migranti da inizio anno. Arrivi ogni tre giorni.
Emergenza immigrazione, Tuscia: 314 migranti da inizio anno. Arrivi ogni tre giorni.

Emergenza immigrazione, Tuscia: 314 migranti da inizio anno. Arrivi ogni tre giorni.

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Viterbo, 10 giugno 2023 – Emergenza immigrazione, l’ha messa nero su bianco pure il governo dichiarando lo stato di emergenza con una delibera dell’11 aprile 2023. Da gennaio a maggio 2023 sono arrivati 49.693 migranti, quasi triplicati rispetto al 2022 quando erano stati 19.481. Anche nella Tuscia il trend è sostenuto: un “arrivo” ogni tre giorni di uno o più migranti , che dall’inizio dell’anno, in totale, sono 314 persone a cui trovare un alloggio nella provincia viterbese. Se si considera che nel 2022 i richiedenti asilo approdati nella Tuscia sono stati in totale 527, si comprende come i numeri, già importanti a nemmeno metà anno, nel 2023, se  il trend non dovesse invertirsi, potrebbero esplodere.  Il sistema di accoglienza si sviluppa su due livelli; i cosiddetti Cas, centri di accoglienza straordinaria, che nella provincia di Viterbo contano, attualmente, 677 posti, e il “Sai”, il Sistema Accoglienza Integrazione, assimilabile al “vecchio” Sprar, costituito dalla rete degli enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Con il supporto delle realtà del terzo settore, gli enti locali garantiscono una sorta di “accoglienza integrata” che supera il vitto e l’alloggio, assicurando anche informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, anche con costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico. Nella Provincia di Viterbo il Sai conta 237 posti. Da un lato la rete è satura, mentre dall’altro, sul fronte degli arrivi, il flusso di migranti in entrata non si arresta. Si pensa, addirittura, che ancora non si sia toccato il picco massimo, che si registra solitamente in condizioni meteo favorevoli per attraversare il mare. Il trend dell’anno scorso, tuttavia, ha dimostrato che anche l’elemento stagionale, potrebbe essere saltato, dato che gli arrivi nella provincia di Viterbo a dicembre 2022 avrebbero superato quelli di agosto, e sarebbero stati ancora più alti a gennaio. Una situazione, insomma, piuttosto critica, che pare oramai sfuggire a qualunque previsione, eccetto quella secondo cui il flusso di migranti non si fermerà. Da qui l’attivazione della Prefettura di Viterbo per cercare immobili pubblici e privati sul territorio con cui ampliare la rete di accoglienza oramai esaurita. Ad oggi la ricerca non avrebbe prodotto risultati. Nonostante ciò, essa prosegue senza sosta per evitare che di fronte a ulteriori arrivi si debba ricorrere all’ipotesi estrema di ricorrere a scuole, palestre e, infine, a quello che nessuno vorrebbe mai pronunciare, ma di cui, invece, si parla sempre più insistentemente:  la tendopoli. Una soluzione estrema, che comunque sul tavolo c’è, e che, nel caso di improvvisi, consistenti, arrivi, in assenza di alternative, potrebbe diventare realtà. Certo è che il rischio tendopoli dà la percezione brutale delle proporzioni che sta assumendo la crisi migratoria che sta investendo l’Italia e anche la Tuscia.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.