Home Cronaca Stasera, l’ultimo Trasporto di Gloria.
Stasera, l’ultimo Trasporto di Gloria.

Stasera, l’ultimo Trasporto di Gloria.

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Viterbo, 3 settembre 2023 – È il giorno di Gloria in Excelsis, la macchina di Raffaele Ascenzi che si appresta a ricevere l’ultimo saluto dalla città di Viterbo. Gloria vinse l’edizione 2015-2019, per “Aver armoniosamente esplicitato i temi della tradizione della Macchina di santa Rosa e dell’architettura viterbese, arricchendola di un tema, quale quello gotico, di particolare interesse con richiami espliciti alla fede”. La proclamazione avvenne il 26 gennaio 2015 presso gli uffici comunali di via Garbini. Nella sua struttura sono chiaramente riconoscibili le guglie gotiche del reliquiario del cuore di Santa Rosa, al quale l’ideatore, a suo tempo, disse di essersi ispirato. Motivo che richiama anche la loggia papale. Nel disegnare Gloria, Ascenzi recepì la tradizione ottocentesca di “Papini, Bordoni e Spadini”. Da ex facchino, non poteva dimenticare chi la macchina la porta. Ed ecco che alla base spiccano degli uomini inginocchiati che sostengono il primo piano della struttura e che vogliono ricordare dei portatori, non esplicitamente vestiti con i tipici abiti del facchino. Indossano un turbante in testa, quasi fossero dei facchini senza tempo. Schema che si ripete anche sui livelli successivi. “Facchini angelici”, li definì Ascenzi all’epoca della vittoria di Gloria. Nel quarto modulo essi scompaiono e  l’architettura della macchina diventa più spirituale. Sotto agli angeli spicca un altro elemento caratteristico della città: le vasche della Fontana di Piazza Fontana Grande. Tecniche sofisticate e materiali all’avanguardia permisero già nel 2015 di realizzare Gloria arrivando al massimo livello di dettaglio, come lo stoppino dei candelieri alla base della Macchina. Gloria pesa 52, 10 quintali.

La storia delle Macchine. Nella tradizione popolare si definisce macchina una costruzione “riccamente decorate, a forma di enormi ciborî o di guglie, ornate di statue e di simboli sacri che, secondo un antico uso ancor vivo, si portano processionalmente nelle ricorrenze sacre, in alcune città”. (Treccani).

A Viterbo sono molto diffuse queste processioni con baldacchini e altari votivi come accade in quella del Santissimo Salvatore organizzata dalla chiesa di Santa Maria Nuova e quella di Maria SS Liberatrice.

La prima processione annuale che vede protagonista Santa Rosa, che ha poi dato vita al Trasporto di oggi si tenne a settembre 1258. Le prime macchine decorate e ornate portate a spalla dai fedeli risalgono, secondo gli storici, al 1300.

Dal 1650 la città inizia a focalizzarsi sulla Macchina di santa Rosa, piuttosto che sulle altre processioni che trasportano un baldacchino. Già all’epoca si fece una specie di bando pubblico ”ante litteram ” per scegliere il bozzetto più bello. Contemporaneamente si aumentò l’altezza della macchina. Il primo bozzetto di cui si ha notizia risale al 1690: un altare barocco recante sulla sua cima una statua di S. Rosa, inginocchiata in preghiera.

Cronologia delle Macchine di Santa Rosa

Rose Fiorite (Rodolfo Salcini – Romano Giusti) 1952 – 1958

Campanile che cammina (Angelo Paccosi) 1959 – 1966

Volo degli Angeli (Giuseppe e Luigi Zucchi) 1967 – 1978

Spirale di Fede (Maria Antonietta Palazzetti-Valeri) 1979 – 1985

Armonia Celeste (Roberto Joppolo – Socrate Sensi) 1986 – 1990

Sinfonia d’Archi (Angelo Russo – Vincenzo Battaglioni) 1991 – 1997

Una Rosa per il Duemila – Tertio Millennio Adveniente (Marco Andreoli, Giovanni Cesarini, Lucio Cappabianca) 1998 – 2002

Ali di luce (Raffaele Ascenzi) 2003 – 2008

Fiore del Cielo (Arturo Vittori) 2009 – 2014

Gloria (Raffaele Ascenzi) 2015 – 2019

 

Fonte (Sito Monastero Santa Rosa)

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.