Home Cronaca A Viterbo un Ferragosto di arte e cultura grazie ai musei urbani. Boom di turisti al Mu.Vi.
A Viterbo un Ferragosto di arte e cultura grazie ai musei urbani. Boom di turisti al Mu.Vi.

A Viterbo un Ferragosto di arte e cultura grazie ai musei urbani. Boom di turisti al Mu.Vi.

0
0

Viterbo, 16 agosto 2022 – Circa 500 presenze solo nel giorno di Ferragosto per il circuito museale urbano Mu.Vi che raccoglie i musei cittadini: Colle del Duomo, Museo della Ceramica, Museo Civico, Museo dei facchini di Santa Rosa, Palazzo dei Priori e il Teatro dell’Unione. Il biglietto unico, quindi, sarebbe andato molto bene, portando il flusso di visitatori nei vari musei della rete. Chiaramente la parte del leone l’ha fatta il polo museale Colle del Duomo, per la maggiore visibilità costruita negli anni, con iniziative che si sono stratificate, rendendolo un punto di riferimento per i turisti. Con le opportune azioni promozionali anche gli altri musei potranno godere della stessa fama, nel frattempo, grazie alla sinergia della rete MU.Vi., hanno potuto beneficiare del traino del museo del Colle del Duomo e i risultati sono stati ottimi. Circa 1.200 le presenze nei tre giorni del week end di Ferragosto. Si cominciano a rivedere gli stranieri, molti francesi e tedeschi. Numerosissimi i romani e, guardando al di fuori dei confini laziali,  molti turisti in arrivo da Lombardia ed Emilia Romagna. Il Mu.Vi. è stato il protagonista del week end di Ferragosto che ha offerto ai turisti la possibilità di un viaggio attraverso i secoli, per andare alla scoperta della storia, dell’arte e della cultura che identificano la città di Viterbo. I musei aperti e messi in rete hanno permesso di riempire di contenuti una giornata, come quelle di Ferragosto, in cui la città si svuota di residenti e si materializza il deserto. Moltissimi i negozi chiusi ieri, 15 agosto, mentre i bar e i ristoranti sono stati aperti in numero sufficiente per garantire un servizio adeguato. Insomma su questo fronte si registra il minimo sindacale. Va detto che al di là della bellezza del quartiere medioevale e delle sue testimonianze, ci sarebbe stato ben poco da fare senza i musei aperti. Averli ha fatto la differenza: sono proprio questi che il turista va a cercare quando va alla scoperta di una città d’arte e di cultura. Egli aspira, infine, ad entrare nei luoghi della storia, della memoria, e diventare parte della narrazione della città. Con il circuito museale urbano aperto e funzionante, tutto ciò è avvenuto e Viterbo si è guadagnata tra i turisti il titolo di città turistica. C’è ancora molto da fare, ma il biglietto unico e la rete museale sono la dimostrazione che si sta andando nella giusta direzione. Il turismo è stato uno dei temi principali del programma della neo sindaca Chiara Frontini. Gli ingredienti per il successo ci sono tutti: un quartiere medioevale  tra i più grandi e meglio conservati d’Europa,  una tradizione, la Macchina di Santa Rosa, che è un miracolo anche di meraviglia, identità e suggestione, oltre a tutto il resto. C’è poi un patrimonio anche ambientale e di benessere non da poco dai Cimini alle terme, passando per i due laghi. Per finire, elemento di cui finora si è poco dibattuto, e su cui si è anche, forse, poco lavorato: la sinergia che si dovrebbe instaurare con gli altri  Comuni della Tuscia, anch’essi con borghi storici meravigliosi.  Molti turisti ieri a Viterbo erano passati anche da Bolsena, da Bagnoregio, da Caprarola, segno che il “l’itinerario” globale della Tuscia funziona. Gli ingredienti, dunque, ci sono tutti, sono sul tavolo, pronti per essere mescolati. Ma la città ora dovrà trovare il suo giusto “chef” e chissà che l’arrivo  di una donna a Palazzo dei Priori non sia il segno che ai “fornelli“sono arrivate finalmente le mani giuste.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.