Viterbo, 2 ottobre 2023 – “Si è concluso il secondo team building del Patto Civico”: a fare il resoconto è direttamente la sindaca Chiara Frontini. “Ci siamo confrontati – spiega – tra amministratori e insieme agli attivisti del movimento, abbiamo analizzato le prossime sfide, programmato i prossimi mesi, valutato su cosa siamo soddisfatti e su cosa ancora no. Sedie in cerchio, un termos di caffè, fogli, penne, concentrazione e tanta sincerità. Questa è l’anima di un gruppo che sa fare squadra, avendo ben fermo in testa l’obiettivo, che è sempre Viterbo. Grazie a chi si è adoperato, da oltre un mese, ad organizzare questo importante appuntamento annuale. Avanti tutta”, conclude la sindaca. Incontro a cui non avrebbe partecipato Letizia Chiatti, che al ritiro di Chiara Frontini, avrebbe preferito il mare. Così, dice, almeno, il suo profilo social. L’ex presidente del consiglio, che fin dagli esordi aveva dato vita proprio insieme a Chiara Frontini al “telaio” su cui viaggiava Viterbo 2020, pare veleggiare sempre più distante dal suo gruppo di appartenenza, come ha già dimostrato la sua posizione critica su alcuni articoli del regolamento sulla monetizzazione degli standard urbanistici su cui Chiatti si è astenuta o ha dato voto contrario, come l’opposizione. Una voce critica che qualcuno avrebbe tutto sommato ritenuto anche giusta dentro la maggioranza, aprendo uno spaccato in cui Chiatti, non sembrerebbe così isolata. Sarebbe rientrato, invece, il presunto malumore di Marco Bruzziches, presente al ritiro, e assente dall’ultimo consiglio comunale per motivi personali. La squadra di Frontini, insomma, anche se a quasi un anno e mezzo sta perdendo qualche pezzo, va avanti, tra cose che vanno e altre no, come tutte le amministrazioni comunali che l’hanno preceduta, con la sola differenza che nelle altre, molte questioni trovavano il loro naturale sfogo, e spesso anche la soluzione, in consiglio, di fronte agli occhi della città, dove i consiglieri comunali spesso arrivavano e dicevano, pubblicamente, quello che avevano da dire, riconsegnando, sì, l’immagine a volte di maggioranze litigiose, ma trasparenti. Passaggio che è mancato anche nella caduta della maggioranza Arena, in occasione della quale, diversi consiglieri comunali avevano chiesto di andare a relazionare in aula, di fronte alla città, sui motivi della crisi, e non dal notaio. Andazzo che pare aver sposato anche l’amministrazione Frontini, dove tutto o quasi, avviene nelle “segrete stanze”, come lo studio della sindaca, o anche un ritiro, o chissà quale altro luogo, per poi arrivare nell’aula di Palazzo dei Priori con una formazione compatta, che non discute, non esterna, non relaziona su quello che avviene al suo interno, se non quello che decide di mostrare. Ma il resto? Insomma i panni sporchi si lavano in famiglia, è vero, ma quando si riveste un ruolo pubblico, la famiglia sono gli elettori che hanno dato con il loro voto il mandato ad amministrarli, e ai quali andrebbe reso conto, non solo di ciò che va bene, ma anche di ciò che non va bene. La sindaca ammette che su alcune cose “non siamo ancora soddisfatti”. Ma quali? Non è dato saperlo. Non resta che affidarsi alle solite voci di corridoio. Innanzitutto pare che non ci sarà nessun rimpasto di giunta, come si era pensato di fronte alle indiscrezioni che raccontavano di un Silvio Franco in difficoltà. Alcuni consiglieri, però, avrebbero nuovamente fatto presente la necessità di un maggiore scambio con gli assessori. A proposito di questi, ci sarebbe chi si sta chiedendo che fine abbia fatto Vittorio Sgarbi e perché ha una segreteria a Viterbo, con personale assunto dall’esterno, dove l’assessore alla Bellezza non si vedrebbe praticamente mai.
Tiziana Mancinelli
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