Belcolle, fermata bus lontana e in mezzo alla strada, malati e anziani costretti a lunghe camminate.
Viterbo, 27 ottobre 2023 – Soli, malati, costretti a fare centinaia di metri a piedi, anche quando “le gambe non vanno” perché si è anziani o si hanno problemi di deambulazione, e fa freddo e piove oppure è troppo caldo. Non è la realtà di qualche quartiere abbandonato di periferia, bensì quella che si trovano di fronte coloro che si recano all’ospedale Belcolle. Se non si ha la patente e nemmeno qualcuno su cui contare, un amico, un parente, per arrivare in ospedale e poi tornare a casa bisogna affrontare una faticosa scarpinata. Quando non si è in buona condizione fisica, come accade la gran parte delle volte, altrimenti non ci si recherebbe in una struttura sanitaria, bisogna “trascinarsi” con fatica per diverse centinaia di metri. I pullman, infatti, non entrano più nell’area interna dell’ospedale, e chi scende per recarvisi o chi deve salire per tornare a casa, è costretto a lunghe camminate, di certo non di piacere.
Sono, infatti, due i punti in cui i mezzi pubblici si fermano per far salire o scendere gli utenti, piuttosto distanti dall’ospedale, inoltre, nella tratta che arriva da Viterbo è presente una panchina su cui sedersi mentre si aspetta l’arrivo del pullman, mentre per quella che va verso San Martino, l’autobus si ferma addirittura sul ciglio della strada, senza un sedile e senza un riparo, in caso di maltempo o di forte caldo. Una situazione raccontata anche dagli addetti ai lavori dell’ospedale, che assistono all’odissea quotidiana dei pazienti senza auto. Che spesso, appunto, sono gli anziani, senza patente e senza amici o parenti che possono aiutarli. “Il disagio c’è – racconta un dipendente -. Qui spesso ci sono persone che non deambulano e che hanno difficoltà a camminare. Il pullman nr. 11 che fa Viterbo – Belcolle – San Martino – si ferma in mezzo alla strada. Quando viene da San martino e si dirige verso Viterbo, si ferma, invece, in prossimità della cabina con la panchina”. Pullman che passano con una certa frequenza, ma che, spesso, non rispetterebbero gli orari: “Vedo che, indicativamente ogni mezz’ora, quaranta minuti i mezzi passano, non so se rispettano precisamente gli orari, qualcuno si è lamentato. Ma il problema grosso – sottolinea – si presenta nei fine settimana. La domenica ne passeranno due, tre, quattro, così anche il sabato. Ci sono meno pullman. Nei festivi ci sono persone che vengono da fuori e chiaramente si trovano in difficoltà. Non c’è un servizio continuativo”, evidenzia. “Certo, non è colpa dell’ospedale”.
Gli autobus, quindi, non entrano più nel parcheggio di Belcolle. Eccetto che “Un pulmino che fa, però, il collegamento diretto Viterbo – Montefiascone. Vedo che va verso il blocco E, dove c’è il Pronto soccorso, credo, però, che sia un servizio istituito dal comune di Montefiascone. Gli autobus di Viterbo se entrano fanno la rotatoria ed escono fuori. Quello che viene da San Martino, non entra per niente. Prima arrivavano alla piazzetta sotto il Pronto Soccorso, facevano il giro e uscivano. Capitava, però, che rimanessero bloccati lungo la strada”, racconta il dipendente, introducendo, forse, il problema che potrebbe aver indotto a non far entrare più i pullman nell’area dell’ospedale: “Le auto parcheggiano male e non gli si può dire nulla – spiega -. Non può nemmeno intervenire il Comune, qui non ha giurisdizione, dipende dalla Asl. Le auto parcheggiano in mezzo alla strada, qualche giorno fa, erano tutte lungo il marciapiede, non passavano più nemmeno le ambulanze. Qui è terra di nessuno”. Alla fine, quindi, a trionfare potrebbe essere stata proprio l’inciviltà, rinunciando a far entrare i pullman, penalizzando, così, chi l’auto non ce l’ha, costretto a lunghe camminate.

