Santuario della Madonna della Quercia: nell’anno del Giubileo straordinario ritorna il Patto d’Amore del passato
La “Grande Bellezza” parte dal santuario della Madonna della Quercia. Il primo, della serie di incontri per scoprire le bellezze della Tuscia, e non solo, è già fissato in calendario per il 20 maggio alle ore 18: «Da Bregno a Michelangelo, dal Sangallo ad Andrea della Robbia, un viaggio straordinario nell’arte e nella cultura rinascimentale». Un titolo che la dice lunga sui contenuti della giornata, ma soprattutto sull’importanza del maestoso santuario che si erge alle porte di Viterbo e che riunisce nella sua straordinaria fattura il genio dei grandi maestri del Rinascimento.
Una vicenda storica che gli assegna un ruolo di primissimo piano non solo nella Tuscia, ma nel panorama storico, artistico, culturale italiano. Al quale bisogna aggiungere l’elemento spirituale che in questo luogo è riuscito a toccare “altezze” vertiginose di devozione, per poi propagarsi oltre i confini della provincia viterbese, dove sono sorti più di 300 santuari mariani ispirati alla Madonna della Quercia.
Un patrimonio che l’amministrazione comunale, grazie all’attivismo di don Massimiliano Balsi e della Pro Loco, sta riscoprendo e portando alla ribalta.
Proprio stamattina a Palazzo dei Priori sono state presentate le varie iniziative che segneranno un anno importante, il 2017, che va “verso il centenario” e che ha visto Papa Francesco concedere il Giubileo Straordinario alla diocesi di Viterbo.
Presente il sindaco Leonardo Michelini, il vescovo Lino Fumagalli, l’assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi, don Massimiliano Balsi, parroco della chiesa di Santa Maria della Quercia, Andrea Alessi, storico dell’arte e direttore del museo di Acquapendente che curerà la serie di incontri della “Grande Bellezza”, promossi insieme alla Pro Loco, presente stamattina con la sua presidente Irene Temperini.
«Santa Rosa, Maria SS. Liberatrice, SS. Salvatore, la Madonna della Quercia: sono quattro punti di intersezione fondamentale tra l’aspetto civico e devozionale – ha esordito il sindaco Leonardo Michelini – a questi si aggiunge Santa Rosa, della quale è superfluo parlare, visto il legame universalmente sentito e riconosciuto con la città. È incredibile la freschezza e la sincerità con cui Viterbo è rimasta legata alle sue radici dopo così tanti secoli».
«Se dopo 550 anni ne sentiamo ancora la bellezza – ha aggiunto il vescovo Lino Fumagalli – vuol dire che c’è ancora qualcosa di forte dal punto di vista laico. C’è un senso molto radicato di appartenenza, di cui oggi abbiamo estremamente bisogno, soprattutto le nuove generazioni. Esso si rivela indispensabile anche per la gestione politica e civile della città. Solo chi si sente orgoglioso di essere viterbese, può farsi carico del bene della città».
E in proposito l’amministrazione comunale di Viterbo si affida anche alla Madonna della Quercia: è di pochi giorni la delibera di giunta che nomina la Vergine “custode della città”. Un gesto simbolico di estrema devozione e rispetto, sugellato dalla consegna delle chiavi al santuario delle cinque porte viterbesi: «Ognuna di esse – dice don Massimiliano Balsi – richiama un simbolismo particolare. Quella di Porta Faul fa riferimento ai quattro castelli che nella leggenda hanno dato vita alla città, quella di Porta Fiorentina reca il giglio dei Farnese e la croce dell’ordine di Malta, Porta Romana riporta una rosa in onore della patrona della città, quella di Porta della Verità riproduce un angelo. La quinta chiave è della Porta di Sonza, chi la varcava era libero, dalla schiavitù e anche dalle tasse. Viterbo è portatrice di grandi ideali, tra questi c’è anche la libertà, e la Madonna della Quercia ne è la custode. Quest’anno papa Francesco – ha proseguito Balsi – ha concesso un nuovo Giubileo Straordinario alla diocesi di Viterbo. Si apriranno le porte della misericordia dal 10 settembre 2017 al 9 settembre 2018».
Anche per il rinnovo del Patto d’Amore quest’anno si annunciano novità importanti: «Lo celebreremo come veniva fatto in passato – dice don Massimiliano – saranno portate in processione le grandi reliquie della città: santa Rosa, san Giovanni Battista, i santi Valentino e Ilario, san Sisto. A questi si aggiungerà san Bonaventura, Santa Lucia Filippini, san Crispino, santa Giacinta Marescotti, santa Elisabetta di Ungheria, la cui unica reliquia è conservata qui a Viterbo alla chiesa di San Francesco, e santa Rosa Venerini».
Ha illustrato il calendario delle iniziative che si terranno alla basilica della Madonna della Quercia, la presidente della pro loco, Irene Temperini: «La prima grande apertura del santuario l’abbiamo vissuta con San Pellegrino in Fiore con un risultato oltre ogni aspettativa. Ci stiamo dedicando non solo all’organizzazione di eventi, ma anche a un lavoro di ricerca storica. Insieme ad Andrea Alessi cureremo i vari appuntamenti della “Grande Bellezza”. In programma anche l’apertura in notturna di Villa Lante, in collaborazione con il Mibact, in data ancora da decidersi tra l’8 e il 15 luglio. Il calendario di eventi alla Quercia, invece, porterà alla fruizione di molti ambienti, spesso chiusi. Per l’occasione – dice ancora la presidente della Pro Loco – apriremo anche il chiostro grande della domus e il refettorio del Sangallo, una delle sale più belle di Viterbo».
È toccato ad Alessi illustrare la portata artistica e architettonica della meravigliosa basilica della Quercia: «Per capire il pregio artistico di questo luogo, basta citare gli architetti Sangallo il vecchio e il giovane, meno conosciuto quest’ultimo – dice lo storico dell’arte – ma quello che ha realizzato la cappella parva in Vaticano, quella che si anteponeva alla cappella magna. Alla basilica della Quercia hanno operati gli stessi artisti del Vaticano». Sul tempietto della basilica della Quercia c’è poi la mano del grande Andrea Bregno: «Uno scultore, soprattutto architetto, milanese, di fama internazionale», dice Alessi.
Insomma, senza nulla togliere a Michelangelo, che pure la sua firma pare averla lasciata proprio al santuario della Quercia, in questo luogo sacro hanno operato artisti di primissimo piano, anche se meno nominati dal «marketing internazionale». Del resto «Lo stesso Sebastiano del Piombo da tutti riconosciuto artista di grandissima levatura – aggiunge Alessi – era conosciuto a Londra, già molto prima che venisse scoperto in Italia».
Al termine dell’incontro a Palazzo dei Priori, è stata donata una copia dell’immagine della Madonna della Quercia al comune che ora la collocherà nella sala a Lei dedicata, e precedentemente occupata dalla carrozza.
«Mi sono preso la responsabilità di restituirla al suo originario significato» ha detto il sindaco, richiamando velatamente le polemiche esplose sullo spostamento della carrozza da Palazzo dei Priori.