Viterbo, 3 aprile 2024 – Ponte di Pasqua e Pasquetta: il turismo c’è, ma i numeri restano in linea con quelli degli altri anni. Insomma nella Tuscia il turista viene, ma quel boom che ci si aspetterebbe da una città che sia entrata stabilmente nell’orbita delle mete più gettonate dai visitatori, non si vede. Il meteo da parte sua non ha aiutato molto. Il bilancio del week end per la Tuscia è, tuttavia, senz’altro positivo, ma sarebbe un’analisi superficiale quella che non vedesse ampi margini di crescita ancora inutilizzati, non solo nei numeri, ma anche nella tipologia e nella qualità dei servizi offerti e nel presentare la città. Si pensi, ad esempio alle fontane monumentali del centro storico che scandiscono in ogni piazza la visita del turista. Acqua chiusa oramai dai primi di gennaio, quando l’amministrazione comunale, non prevedendo i necessari stanziamenti, non ha rinnovato il contratto della pulizia. Per il ponte di Pasqua e Pasquetta sono state riaperte solo quattro, quelle collocate sull’itinerario più battuto dai turisti: ossia la fontana di piazza delle Erbe, quella del cortile di Palazzo dei Priori, di piazza del Gesù, di piazza della Morte. Ripulita dai rifiuti accumulati in questi mesi, ma ancora senza acqua, quella di piazza Fontana Grande, mentre per tutte quante il rinnovo del servizio di pulizia arriverà, forse, non prima di San Pellegrino in Fiore, cioè dall’uno al 5 maggio. Un gruppo di turisti in piazza del Gesù sabato pomeriggio lo ha notato: “La città è molto bella, turistica, con un sacco di cose da vedere”, ha detto una signora proveniente da Reggio Emilia, “però mi è dispiaciuto vedere queste fontane senza acqua, avrei voluto vederle funzionanti”. “Non entro nel merito sul perché le fontane siano chiuse, perché non ne conosco i motivi”, dice Giampaolo Serone di Archeoares, “certo è auspicabile che funzionassero tutte”, commenta, prima di entrare nel cuore dei “numeri” di questo week end, per quel che riguarda il Mu.Vi il circuito museale a biglietto unico che include Palazzo dei Priori; Museo dei Portici, quello civico “Luigi Rossi Danielli”, quello della Ceramica della Tuscia e del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa; il Teatro dell’Unione; il Polo Monumentale Colle del Duomo con la visita alla cattedrale di San Lorenzo, al Museo del Colle e, “quello più richiesto”, sottolinea Serone, Palazzo dei Papi. “Abbiamo registrato 1.300 ingressi fino a domenica”, prosegue uno dei titolari di Archeoares, “Lunedì ne abbiamo avuti 350 nonostante l’allerta meteo. Se fosse stata una bella giornata, certamente avremmo fatto maggiori ingressi, siamo comunque in linea con quelli dell’anno scorso, quando Pasqua e Pasquetta sono arrivate a metà aprile”, puntualizza Serone.
Circa “1700 presenze”, in sintesi, per questo week end. Le regioni più presenti “Il Lazio, con molti provenienti da Roma, poi Abruzzo e Toscana, immancabile la Lombardia e l’Emilia Romagna, ma anche la Campania”. Sui circa 1700 ingressi, 250 hanno comprato il biglietto unico per visitare tutti i musei in rete. Viterbo piace, ma affinché il turismo diventi una voce pesante dell’economia locale, l’impressione è che ci sia ancora da lavorare. Parecchio.