Viterbo, 30 aprile 2024 – Ci saranno almeno 70 mila euro per il cartellone delle iniziative estive. Ad assicurarlo è lo stesso assessore alla Cultura, Alfonso Antoniozzi, fugando i dubbi che si stavano addensando sulla formulazione del bando per “fondi per i contributi” per “eventi culturali ed arti performative che si svolgeranno sul territorio comunale, frazioni comprese”, nel periodo che va “dal 15 giugno al 15 settembre 2024”. All’interno del bando è specificato, infatti, che esso mira “unicamente alla predisposizione di graduatorie di iniziative/progetti finanziabili con fondi che dovessero essere reperiti sul bilancio di previsione 2024“, e che saranno destinati “per 2/3 alla graduatoria del capoluogo e 1/3 a quella delle frazioni”. Ma i soldi arriveranno di certo. Lo assicura Antoniozzi che spiega anche: “Ci siamo portati avanti, abbiamo fatto la procedura di bando senza aspettare la copertura finanziaria che sicuramente ci sarà, ma così abbiamo velocizzato l’iter”, in modo da “evitare di pubblicare l’avviso per i contributi a fine maggio”. Un impegno economico che arriva nello stesso anno in cui c’è da finanziare anche “la macchina di Santa Rosa”: l’investimento di 70 mila euro per il cartellone estivo, “mi pare sensato”, dice ancora Antoniozzi. E ora: “Aspettiamo di conoscere quali saranno le risposte della città”, dice l’assessore in merito alle proposte che perverranno al protocollo del Comune. “Se tutto va come si spera, credo che entro fine maggio avremo assegnato tutto”, ipotizza. Si lavora anche per le iniziative che dovranno fare da cornice al trasporto della macchina di Santa Rosa, ma su questo: “dipende molto dal bilancio, non so quello che avrò”, afferma Antoniozzi che annuncia anche novità sulle convenzioni che per ora riguardano solo il “Tuscia Film Fest, Quartieri dell’Arte e Medioera”. I requisiti richiesti sono, infatti stringenti: “dieci edizioni e 30 mila euro di budget”, ricorda Antoniozzi che pensa ad un allargamento delle maglie per quelle “iniziative che hanno una loro storicità sul territorio, ma non una capacità di spesa così alta e che, potendo contare su un rapporto stabile come una convenzione, potrebbero, invece, crescere”, e per quelle che, al contrario, non hanno numerose edizioni alle spalle, ma “grosse possibilità di investire e, dunque, sarebbe auspicabile che si legassero al Comune”.