Viterbo, 5 maggio 2024 – Viterbo ritrova la magia dei fiori: dopo quattro anni di assenza, torna San Pellegrino in Fiore e conquista tutti. A dispetto del maltempo che ci “ha messo la coda” la manifestazione, dopo cinque giorni di allestimenti ed eventi, si appresta oggi ad andare in archivio con un ottimo bilancio. Città piena di turisti e commenti positivi per gli allestimenti ideati dal gruppo vincitore del concorso di idee: Raffaele Ascenzi, Francesco Moretti, Marco Porcorossi, Andrea Rodolico, Alessandro Scorza e Federico Ciatti. Da quest’anno si può dire che San Pellegrino in Fiore abbia fatto quel salto che oramai ci si aspettava dopo 33 edizioni comunque felici: la distesa di fiori che fino ad oggi seguiva un senso meramente estetico, si trasforma in una “storia” in grado di raccontare la città.
Il filo conduttore è il Medioevo che si respira in tutto il quartiere antico: nelle principali piazze fiori e verdura disegnano le geometrie sacre di pavimenti cosmateschi e simboli scavati nella pietra, prolungando all’esterno il sommesso e potente mondo iconografico custodito dentro le mura delle chiese viterbesi. Ne scaturisce un paesaggio definito dalla gran parte dei visitatori: “Elegante, raffinato e suggestivo”.
Le piante di piazza della Morte nicchiano un po’ e non si schiudono, ritardando l’effetto “rosso sangue” della cesoia che si snoda intorno alla fontana. Ma il bordò che resta, sposato al grigio peperino della pietra, fa comunque il suo effetto. Ristoranti pieni, strutture ricettive un po’ meno, a causa del maltempo. “C’è tanta gente e sta andando bene”, dice “Sor Bruno” ristorante di San Pellegrino, “Bello l’allestimento, purtroppo il tempo non ci ha aiutato, ma abbiamo lavorato lo stesso. Ottimi apprezzamenti dei turisti, solo qualche viterbese si è lamentato che non ci sono i fiori” dice.
Bene anche le strutture ricettive che, però, forse più degli altri, hanno dovuto fare i conti con il maltempo. “Il 25 aprile è andata meglio”, dice Francesco Aliperti presidente di “Stay in Tuscia”, “A causa del meteo c’è stata qualche rinuncia. Poteva andare meglio, ma c’è stato comunque più movimento del solito”. Conferma buoni numeri anche Silvio Merlani di Tusciart Italia Eventi, organizzatore della mostra in corso a Palazzo degli Alessandri “Contemporaneamente”. “L’edizione 2024 di San Pellegrino in Fiore è stata un successo per tanti motivi”, dice Merlani “realizzata da un architetto che l’ha completamente stravolta. Eravamo abituati a vedere un’apoteosi di fiori, quest’anno, invece, è stata impostata sulla cultura, sui simboli medioevali, le chiese e i monumenti. In mostra abbiamo avuto un flusso continuo di persone che sono solo una parte di quelle che hanno visitato San Pellegrino in Fiore”.
Tra cittadini e turisti si raccolgono commenti ottimi: “Non abbiamo letto i pannelli illustrativi, ma gli allestimenti ci piacciono, abbiamo notato anche le piante aromatiche”, dicono Francesca e Maura da Roma “Non conoscevamo questa manifestazione. Ci piace molto. Non avevamo mai visto nemmeno Viterbo: il borgo è veramente molto bello”. Giudizio positivo anche quello di Michela e Maria Grazia, anche loro da Roma: “È la prima volta che vediamo questa manifestazione. Ci è piaciuta molto”. Ottima pagella pure da Lucio e Alfredo del Bar Lucio di San Pellegrino: “C’è stato movimento nonostante il brutto tempo”, dicono, mentre riguardo agli allestimenti “Ci piacciono” esclamano, ed evidenziano un aspetto “extra progetto”: “le finestre dei privati sono spoglie – notano – così come anche alcune attività commerciali non hanno partecipato. Noi abbiamo allestito”, dicono, indicando l’ingresso del loro bar, “Alcuni si lamentano che non ci sono i fiori”, proseguono, “ma dovrebbe esserci più coinvolgimento dei privati anche con finestre e balconi in fiore, un tempo si faceva”. Anche Maria Grazia e Carlo dicono: “Vicoli suggestivi, ma spogli, sarebbe bello se anche i residenti partecipassero, mettendo fiori”, suggeriscono, affermando di apprezzare gli allestimenti fatti. Stessa idea quella di Paola: “Bellissime le geometrie realizzate, forse, però, qualche punto vendita di fiori ai margini della piazza avrebbe creato più colore”.
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