Premiati i viterbesi che tornano per la Macchina: “Un legame che nasce da bambino”.
Viterbo, 7 settembre 2024 – Sono Gianni Minelli e Fulvio Bentivoglio i vincitori rispettivamente del “Ciuffo e della Rosa” d’Oro e d’Argento, premio istituito dal comune di Viterbo, su idea del presidente del consiglio Marco Ciorba, e del presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, per dare un riconoscimento al viterbese che, da tanti anni residente all’estero (Premio d’oro) o in una città italiana (Premio d’argento) torna a Viterbo il tre settembre per assistere al trasporto della Macchina di Santa Rosa. Un modo di premiare chi resta attaccato alle proprie radici, che ha riscosso subito un buon successo tra i viterbesi che hanno dovuto lasciare la loro terra natale. Quest’anno i vincitori sono Gianni Minelli di Monaco di Baviera, residente all’estero da 40 anni, e Fulvio Bentivoglio che vive lontano da Viterbo da 61 anni, residente a Cremona.
Per Gianni Minelli, il Trasporto è “Una grande emozione”, e per un viterbese che risiede all’estero rappresenta “il ritorno, la famiglia, le origini“. Il premio istituito dal Comune “è stata una sorpresa”, dice. Fulvio Bentivoglio, residente a Cremona da 61 anni, ultimamente torna “quasi tutti gli anni” a Viterbo per assistere al Trasporto, dice, “Santa Rosa è sempre santa Rosa”, esclama, “è un legame che nasce da bambino e che si protrae per tutta la vita“.
Con l’istituzione del premio “Il Ciuffo e la Rosa d’Oro”, Viterbo ripercorre quanto già stanno facendo le altre due città “sorelle” nell’ambito della Rete delle Macchina a Spalla: Sassari e Nola.
“Siamo molto soddisfatti del concorso”, dice il presidente del consiglio Marco Ciorba, “Sono arrivate il doppio delle domande preventivate. L’iniziativa sarà sicuramente inserita in modo continuo nelle festività di santa Rosa”. Già nella conferenza stampa di presentazione, lo stesso presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, promotore insieme a Ciorba del premio, aveva sottolineato che un’iniziativa simile è già presente nelle altre città della rete: “Sassari e Nola, ma arriverà anche Palmi”, aveva detto, evidenziando che il premio “Rientra nello scambio delle buone prassi con le città sorelle, dove è già stato istituito il “Giglio” e “Il Candeliere” d’oro e d’argento“. Un premio consegnato “A chi ama Viterbo”, aveva sottolineato Mecarini.

Le opere consegnate, che sono rimaste esposte alle cene dei facchini, sono state interamente finanziate da Raffaele Ascenzi e dall’azienda Fiorillo.
Come prima edizione sono arrivate “Undici domanda dall’Italia e dieci all’estero“, dice Ciorba, che evidenzia come siano il doppio di quelle arrivate nelle altre città della rete. “È stata un’idea mia e di Massimo Mecarini. Siamo molto soddisfatti. Sono arrivate domande per concorrere al premio dalla Svezia, dal Regno Unito, dal Belgio, dalla Spagna, dalla Svizzera e dalla Germania. In Italia, invece, hanno partecipato viterbesi residenti a Torino, Milano, Triste, Cremona, Campobasso, Olbia Iesi, città della provincia di Bologna e Torino“, dice Ciorba che riafferma il concetto: “I viterbesi che sono in giro per il mondo, rappresentano i più importanti ambasciatori della nostra tradizione“. E lo dimostra un particolare fatto accaduto proprio durante il Trasporto: “Un ragazzo viterbese, Mattia – racconta Ciorba – si era trasferito in America, dove era stato ospitato da una famiglia del luogo, alla quale ha raccontato del trasporto della Macchina. E quest’anno, queste persone di Boston, sono venute a vederla”. Il criterio adottato per l’assegnazione del premio, è stato quello del maggior numero di anni di residenza fuori da Viterbo, tra i partecipanti al concorso. Il Premio è stato consegnato durante il raduno dei facchini al Teatro dell’Unione il 3 settembre, poco prima di partire per il Giro delle Sette Chiese.