Home Attualità Nel Patto della Notte l’impegno ad aprire nei festivi, Frontini: “Solleciteremo aperture”.
Nel Patto della Notte l’impegno ad aprire nei festivi, Frontini: “Solleciteremo aperture”.

Nel Patto della Notte l’impegno ad aprire nei festivi, Frontini: “Solleciteremo aperture”.

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Viterbo, 5 gennaio 2025  – “Tutto chiuso”: una frase che richiama alla mente la Viterbo di decenni fa che sì, era più popolata al centro storico, con il Corso che scoppiava di gente il fine settimana, ma arrivata la domenica, piombava il deserto. Attività chiuse, nessuno a passeggio, strade e piazze vuote. Molti anni sono passati e tante cose sono cambiate, come i turisti che nei giorni di festa animano il quartiere medioevale. Molte altre, però, sono rimaste le stesse, come appunto, le attività che nei festivi chiudono. E quando ad abbassare la saracinesca sono i bar e gli esercizi della somministrazione, alla delusione si aggiunge il disagio di chi non riesce a trovare un posto per mangiare anche un panino, fare una colazione o una pausa caffè.  Non proprio una bella accoglienza per chi viene a visitare Viterbo. Una soluzione potrebbe essere trovata nell’ambito del Patto della Notte, dove è stato inserito l’impegno ad assicurare anche un certo numero di aperture di domenica e durante altre date festive. “Il Patto della Notte lo abbiamo firmato poco più di un mese fa, torneremo a monitorare le adesioni e a sollecitare le aperture diurne. L’amministrazione dovrà fare attività di coordinamento collaborando con le associazioni e fare una comunicazione puntuale degli esercizi che resteranno aperti”: a dirlo è il sindaco Chiara Frontini. Le associazioni di categoria hanno aderito tutte al Patto della Notte”, prosegue  “sono loro che raccolgono le adesioni dei loro associati e ce le comunicano“.  Su questi giorni di festa, Frontini sottolinea: “C’è da capire qual è il dato, al di là della percezione di chi dice che c’è  stata gente, chi no, chi dice che c’è stata, ma non ha comprato. Dobbiamo esaminare i dati per capire effettivamente come è andato questo Natale. Non abbiamo ancora i numeri, ma li avremo, perché noi stessi siamo interessati a capire”, commenta. “Che le persone circolino e che vengano in centro storico, oramai è un dato. Lo vediamo dai parcheggi, dall’occupazione dei BB, dalla tassa di soggiorno – afferma la sindaca –. C’è da capire effettivamente questa circolazione di persone quanto impatta sul commercio. Questo è il grande tema, a questo punto, non è più quello di portare gente in centro, perché tendenzialmente, oramai, vengono, grazie agli eventi, alla fruibilità, e a un certo livello di turismo che sta arrivando. Abbiamo preso il centro storico che non era più considerato un elemento attrattivo. Oggi possiamo dire invece che le persone vengono“, stigmatizza Frontini. “Lo step successivo  – prosegue – è quello di far sì che abbiano anche un impatto economico”. Da parte sua il Comune ha “investito sull’adesione all’associazione europea delle città termali, sulla partecipazione alle fiere internazionali, sulla promozione della città. Lavoreremo con chi si aggiudicherà la gara  sul branding per la Capitale europea della cultura”, spiega. Un altro tasto dolente sono i bagni pubblici: “Abbiamo concordato con le associazioni di categoria che il prelievo giubilare dell’imposta di soggiorno sarà dedicato all’acquisto/noleggio di bagni autopulenti o messa a sistema dei bagni pubblici attualmente esistenti, la maggior parte dei quali, però, non sono fruibili da persone con disabilità, essendo strutture vecchie risalenti ad anni in cui non c’era questa sensibilità”. In particolare in bilancio sono stati messi 30 mila euro per il recupero di una struttura tra quelle presenti a piazza della Rocca, via Cesare Dobici, Piazza Fontana Grande”. Attualmente, però, la situazione dei bagni pubblici, secondo Frontini, non sarebbe così carente: “Ci sono quelli della pensilina del Sacrario, quelli della Curia a Colle del Duomo e presto arriveranno quelli del centro servizi valle Faul appena sarà operativo” spiega. Il Comune non punta solo sui turisti per ripopolare il centro. Riportare i residenti è l’altro tema centrale. “Non possiamo guardare a chi è andato fuori, ma devono essere altre categorie come  gli studenti, i professionisti o i pensionati anche romani che comprano una casa qui o nuovi nuclei familiari che si formano”, dice Frontini.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.