Viterbo, 21 marzo 2025 – Sette giorni di prognosi al 17enne pestato ieri nel giardino pubblico accanto alla scuola da tre persone a volto coperto. Traumi facciali alla bocca e all’occhio. Il gruppetto sarebbe entrato dall’ingresso di via Lorenzo da Viterbo.

Il parco è un rettangolo di verde chiuso in quattro palazzi ad “L” con quattro entrate: una in via Pietro Vanni, una in via Antonio del Massaro, una dalla Cassia e l’altra, appunto, da via Lorenzo da Viterbo. Il pestaggio del ragazzo, avvenuto in pieno giorno e in un orario in cui la zona è frequentatissima per la presenza dell’istituto tecnico commerciale Paolo Savi, ha lasciato attoniti i residenti. Ieri mattina nella zona a ridosso di piazza Crispi non si parlava d’altro, con un tam tam che è corso tra tutti gli abitanti per capire se qualcuno avesse visto qualcosa e per commentare il “fattaccio”.

Una signora in particolare pare abbia assistito alla scena da una finestra, dai racconti raccolti pare che qualcuno, non si sa se lei o altri, abbiano anche strillato al gruppetto di fermarsi. Le tre persone erano con il passamontagna, vestite di nero, armati si spranghe e catene, c’è, però, anche chi ha parlato di una mazza da baseball.
Entrati nel parco si sarebbero diretti verso il gruppetto di amici che si sarebbe immediatamente dato alla fuga. Il 17enne, però, non ce l’avrebbe fatta e sarebbe rimasto alla mercé dei tre a volto coperto che hanno iniziato a picchiarlo. Le indagini chiariranno se i tre ceravano proprio lui oppure è stato solamente quello di tutto il gruppo, che sono riusciti a “prendere”, e anche se si tratta di una spedizione “mirata” o altro.
Non appena il fatto è stato denunciato, sono scattate le indagini dei carabinieri. Diverse pattuglie si sono succedute ieri nel parco e nelle vie circostanti a cercare ogni indizio utile per aprire una pista. In particolare si è andati alla ricerca di possibili telecamere, alcune sarebbero anche state trovate, ma non si sa con quale esito. Tutte le vie che fanno da perimetro al parco sono state passate al setaccio anche alla ricerca di qualcuno che abbia visto qualcosa.

C’è ansia e preoccupazione nella zona. L’area verde chiusa tra i palazzi e al centro di quattro vie densamente popolate e frequentate è sempre stata una zona “franca” che ben si presta ad attività delinquenziali, in quanto protetta da occhi indiscreti grazie alla barriera offerta dai palazzi e dagli alberi che la mettono al riparo da “occhi indiscreti”. Di notte, soprattutto, l’area è anche poco illuminata e accessibile a chiunque, rappresentando il ritrovo ideale per qualunque malintenzionato che si trovi, per qualsiasi motivo, da queste parti. Il pestaggio, tuttavia, è avvenuto in pieno giorno, e questo fa capire quanto ci si possa sentire liberi e sicuri nell’agire al di fuori delle regole in questo rettangolo di verde nel cuore della città, di fronte alla cinta muraria.
Presunzione di innocenza.
Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva