Home Home Prato Giardino, la Sovrintendenza chiede il restauro dei pezzi di Porta Romana abbandonati nel parco.
Prato Giardino, la Sovrintendenza chiede il restauro dei pezzi di Porta Romana abbandonati nel parco.

Prato Giardino, la Sovrintendenza chiede il restauro dei pezzi di Porta Romana abbandonati nel parco.

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Viterbo, 25 marzo 2025 – L’obiettivo era quello di realizzare un camminamento circolare tutto intorno e internamente a Prato Giardino. Quattrocento metri li ha fatti l’amministrazione di centrodestra di Giovanni Arena. Quella di Frontini avrebbe dovuto fare i restanti quattrocento. Progetto redatto, poi, però, messo nel cassetto.

Un peccato visto che avrebbe significato avere un percorso agevole e comodo per chi vuole fare un po’ di movimento o anche solo una passeggiata sottraendosi alle “sabbie mobili” del brecciolino.  Era nato così un corridoio pedonale che si infila sotto il tetto impenetrabile delle chiome rigogliose degli alberi che popolano le aiuole. E proprio qui sotto il percorso, però, si interrompe.  Per poterlo completare, si dovrà aspettare. Un vero peccato, poiché sarebbe certamente un’attrattiva in più per vivere  la villa comunale, potente polmone verde nel centro cittadino.

Ma perché l’Amministrazione Frontini non ha portato avanti il progetto? Il motivo sarebbe da ricercare in alcune condizioni richieste dalla Sovrintendenza per il secondo lotto. Insieme alla realizzazione del secondo tratto di passeggiata, sarebbe stato chiesto di restaurare le opere lapidee abbandonate in fondo a Prato Giardino, cioè quella parte di parco opposta all’ingresso principale. Molti, forse, non ci  hanno mai fatto caso, oppure hanno pensato che fossero dei ruderi senza importanza. E, invece, i grossi macigni di peperino abbandonati in terra, senza alcuna indicazione, che si trovano in questa porzione di parco, provengono dalla cinta muraria della città. Sarebbero, addirittura, i resti originali di Porta Romana, tolti quando fu restaurata nel 1985.  Testimonianze a cui la Sovrintendenza vorrebbe restituire il decoro che meritano, tanto da richiedere il restauro delle stesse e delle panchine in pietra. La Sovrintendenza avrebbe anche richiesto di  “rivedere” il colore del primo tratto di camminata già realizzato, in modo da armonizzarlo con il color “verde e terra” del parco. Indicazioni sicuramente legittime e motivate, ma che avrebbero comportato anche un aumento del costo della seconda parte dell’opera, nella misura di circa 100 mila euro. Da qui la decisione del Comune di soprassedere.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.