Viterbo, 7 aprile 2025 – L’amministrazione Frontini si appresta a varare il nuovo Piano urbanistico commerciale fissando come data per l’approvazione in consiglio comunale la fine del 2026. Ma il percorso è già iniziato con l’approvazione della relazione tecnica preliminare che inserisce una serie di prescrizioni per rilanciare il tessuto commerciale del centro storico e salvaguardare il decoro, ma anche per controllare l’apertura di nuove attività commerciali nel quadrante nord della città, o assicurare un livello minimo di servizi nelle frazioni. Un percorso in evoluzione che contemplerà anche l’indicazione di aree dove ubicare alcune attività, come la movida, e altre in cui escluderle. Un quadro a trecentosessanta gradi che dovrà mettere al suo posto ogni tassello. Per quanto riguarda il centro storico, “si ritiene opportuno esprimere l’indirizzo relativo al mantenimento della possibilità di monetizzare i parcheggi pertinenziali per medie e grandi strutture di vendita, al fine di agevolare l’apertura di strutture commerciali più grandi”. In particolare si punterà anche a “incentivare la riattivazione delle superfici con destinazione commerciale legittimamente esistenti e attualmente dismesse eventualmente anche attraverso la creazione di autorimesse private, anche interrate”. Si punta anche a favorire “le nuove aperture di esercizi commerciali, di somministrazione, attività artigianali”, in particolare queste ultime nel “settore alimentare”, e “strutture alberghiere”. Previsto anche un elenco di attività vietate in centro storico quali “compro oro, money transfer, centri scommesse, esercizi possessori o detentori a qualsiasi titolo di apparecchi da gioco e terminali di cui all’art. 110 comma 6 lett. a) e b)”. La relazione, “Al fine di salvaguardare il decoro del centro storico”, contempla di “impedire la presenza di vendita al dettaglio (c.d. “negozi automatizzati”) e/o di somministrazione effettuata mediante distributori automatici in apposito locale ad essa adibito in modo esclusivo”, vietata nella stessa modalità anche la “vendita di generi alimentari di cui alla vigente legge regionale esercitata congiuntamente ad altra attività principale non alimentare, nel caso in cui quest’ultima sia svolta esclusivamente in maniera automatizzata e senza l’ausilio di personale addetto”. Semaforo rosso anche per la “vendita al dettaglio e/o di somministrazione tramite distributori automatici di prodotti a base di cannabis”. Inoltre, i negozi di “bevande alcoliche di qualsiasi gradazione”, dovranno vendere anche “prodotti appartenenti ad almeno 5 differenti tipologie merceologiche a scelta fra: prodotti da forno, frutta fresca, verdura fresca, gastronomia, latte e derivati, pasta, carne, pesce. Sarà – inoltre – vietata l’esposizione della merce mediante affissione sulle parti architettoniche, serramenti, tende o altri elementi di copertura, sulle soglie e in corrispondenza degli stipiti esterni delle porte e/o vetrine, anche quando non comporti occupazione di suolo pubblico. I prodotti alimentari esposti per la vendita dovranno essere collocati esclusivamente sugli appositi scaffali/attrezzature a ciò finalizzate e non potranno essere disposti direttamente a terra. Sarà introdotto il divieto di utilizzare le vetrine come luogo di stoccaggio delle merci. Sarà vietata l’installazione di qualunque insegna visibile dalla pubblica via (inclusi pannelli luminosi, schermi a led, lcd o simili), ad esclusione di quelle regolarmente abilitate e degli addobbi natalizi nel periodo determinato dall’amministrazione”. Il Comune potrà sempre applicare, in aggiunta, “eventuali ulteriori prescrizioni del Regolamento in materia di ornato”. Nel Centro Storico “sempre ai fini di preservarne la vivibilità ed il decoro, non potranno essere consentite le seguenti attività: carrozzerie e auto-officine per la riparazione di auto e motocicli, elettrauto, tappezzerie auto, installazione autoradio, riparazione gomme, autolavaggi, autorimesse e depositi di materiale di ricambio, laboratori di riparazione e montaggio di macchine industriali e di motori e componenti elettromeccanici ed industriali, carpenterie metalliche, fabbri, falegnamerie e similari salvo siano inquadrabili come piccole attività di artigianato”. Per altre tipologie di attività è prevista “una valutazione puntuale dell’impatto sul tessuto urbano”. Il Piano si occuperà anche delle frazioni e di “altre aree scarsamente servite”, dove “dovrà essere favorito il mantenimento di una presenza diffusa e qualificata del servizio di prossimità in modo che sia facilitato l’approvvigionamento per tutte le fasce della popolazione, anche attraverso la presenza di esercizi commerciali riconducibili a differenti tipologie di strutture distributive”. “Al fine di contenere e non aggravare le attuali criticità della mobilità e, allo stesso tempo, di promuovere un maggiore compatibilità urbanistica fra le aree commerciali e residenziali della città – dice ancora la relazione – è necessario che l’autorizzazione all’apertura di nuove attività venga valutata anche in relazione all’impatto previsto sul traffico e alla sicurezza della viabilità, in particolare rispetto alla mobilità ciclopedonale. Nello specifico, è opportuno prevedere che il rilascio di nuove licenze per medie strutture nel quadrante nord della città, compreso tra Via Garbini – Cassia Nord – Area S. Lazzaro – Parco Commerciale Città dei Papi, stante l’attuale concentrazione di strutture commerciali e di vendita e i connessi problemi di circolazione, venga subordinato all’esito di una approfondita analisi riguardo al potenziale impatto sulla viabilità che tenga conto delle risultanza del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, attualmente in corso di redazione”.