Pasqua, Pasquetta: monumento del pellegrino sepolto dall’erba, manifesti di eventi finiti e fontane rotte.
Viterbo, 20 aprile 2025 – Del monumento del pellegrino si sono perse le “tracce”. Quasi totalmente scomparso sotto l’erba alta. Alla vigilia del week end di Pasqua, tre giorni di profondo significato spirituale nell’anno del Giubileo, durante i quali è ragionevole presumere un più intenso spostamento di persone, non si comprende come questa tappa inevitabile e significativa nel cammino del pellegrino, sia perché ubicata sulla via Francigena all’ingresso della città, sia per voler raccogliere e restituire l’universo emozionale di chi si avventura in questo tipo di esperienza, sia stata abbandonata nell’incuria più totale.
L’opera si compone di un grande lastrone rettangolare raffigurante tre pellegrini che simboleggiano passato, presente, futuro, con una stella che indica la direzione da seguire e, in terra, una serie di orme di ceramica recanti i nomi dei pellegrini che hanno fatto, e faranno, tappa a Viterbo. Dei passi dei pellegrini, però, se ne sono perse le stracce: queste installazioni a terra, belle e suggestive da vedere, alle quali è previsto se ne aggiungano altre, allo stato attuale non si riescono quasi più a distinguere, perdendosi tra l’erba alta, così come il paletto in pietra con scritto Roma – Canterbury, recante indicazione della direzione che si sta seguendo. Ma a causa dello stato in cui versa il monumento, più che a orientarsi, serve a smarrirsi.

Uno spettacolo indecoroso e incomprensibile alla luce delle ripetute e continue sottolineature di come la via Francigena e i pellegrini, soprattutto nell’anno del Giubileo, siano uno dei pilastri della strategia turistica dell’amministrazione Frontini, su cui la maggioranza in carica continua a investire soldi, energie e messaggi promozionali. Insomma perché perdersi in un bicchiere d’acqua, vanificando tutto ciò con una tale immagine di trascuratezza e abbandono? La delegata alla via Francigena, la consigliera comunale Alessandra Croci, raggiunta al telefono per sapere le motivazioni di tale situazione, ha riferito di aver sollecitato più volte un intervento al riguardo. Invano, da quello che si può vedere. La Croci ha sempre dato l’anima per la promozione e la valorizzazione della via Francigena e la Romea Strada, ma lei stessa ha sottolineato di avere, come consigliera delegata, poteri di solo controllo e proposizione. Ma non c’è solo il monumento del pellegrino che racconterà in questi giorni l’idea di una città sciatta e poco curata: agli ingressi principali di Viterbo continuano a svettare totem giganti che in questo week end pasquale informeranno i turisti di eventi a cui non potranno partecipare semplicemente perché già finiti da mesi.

Una cosa che rasenta il ridicolo e certamente imbarazzante, a pensarci bene, per una città che ambisce ad essere una destinazione turistica.

E così chi lascerà la macchina a Valle Faul per andare a prendere l’ascensore, potrà leggere su un totem gigante il programma del Carnevale iniziato e finito il primo marzo. Così a Piazza della Rocca, mentre a via Marconi si arriva alle comiche con un altro totem gigante che reclamizza, alle porte dell’estate, addirittura il Natale con gli appuntamenti del “Winter Festival” di dicembre.

E se il quadro dell’abbandono non fosse ancora abbastanza chiaro, basta entrare a Porta Romana, dopo aver percorso l’impresentabile viale, partendo dall’omonima stazione, con piante secche, alberi moribondi e intrichi di sterpaglie nelle aiuole, per andare a scattare una foto ricordo davanti alla fontana Grande nell’omonima piazza.

Rotta oramai da tempo e per questo chiusa e lasciata senza acqua, più che la foto ad essere un ricordo è oramai la fontana in queste condizioni da più di un anno. Non si ha notizia di cosa voglia farne l’amministrazione Frontini che nel suo programma elettorale ha inserito un intero capitolo dal titolo “Fontane vive”. Ma a tre anni di mandato, quella di piazza Fontana Grande, con un’immensa storia alle spalle, sembra più una fontana bella che morta.