Esplode il degrado di fronte alla passeggiata ecologica. Residenti chiedono telecamere.
viterbo, 2 giugno 2025 – È salito agli onori della cronaca per il “fattaccio” di fine marzo, quando un ragazzo di 17 anni è stato pestato con una mazza da ferro e catene in pieno giorno, intorno alle 8, prima di entrare a scuola. Si trovava nel piazzale racchiuso nei quattro palazzi a forma di “Elle” tra via Lorenzo da Viterbo, via Pietro Vanni, via Antonio del Massaro e viale Raniero Capocci. Prima di allora era uno dei parchi pubblici lasciati nell’abbandono da un’amministrazione comunale che, nonostante gli slogan della campagna elettorale, pare non riesca proprio a domare il verde selvaggio.
Al degrado urbano, però, si aggiunge sempre, prima o poi, anche quello sociale. E così sta avvenendo in questo fazzoletto di terra diventato una giungla in pieno centro, a due passi da Piazza Crispi e di fronte alla tanto reclamizzata passeggiata ecologica nel tratto tra Porta Romana e Porta della Verità, a pochi metri da un altro parco, quello intitolato a Chiara Lubich, che, invece, ha avuto altra attenzione, osservano i residenti.
Questo è un parco senza nome, seppur centrale, situato sul tragitto quotidiano di mamme, ragazzi, famiglie e chiunque stia cercando di passare un po’ di tempo libero in un’area tranquilla. Sarebbe, insomma, un giardino funzionale a tante persone. Peccato che sia sommerso di erba alta, così tanto che in alcuni punti copre quasi le finestre degli appartamenti posti al primo piano. Ovunque sporcizia, mentre al centro campeggia uno scivolo vecchio e danneggiato. Un’immagine del degrado cittadino che sta diventando il ricettacolo di altre situazioni sgradevoli. Sono gli stessi residenti dell’area a raccontarlo. Circa tre settimane fa si sarebbe nuovamente sfiorata la rissa tra studenti nello stesso parco. “Abbiamo sentito urlare, gridare, minacciavano di prendersi a sassate. È arrivata la polizia e fortunatamente hanno impedito che la situazione degenerasse”, dicono. Lo stato in cui versa questa area verde, la rendono poco fruibile e, dunque, idonea per chi vuole fare cose al riparo da occhi indiscreti.

“Ci capita spesso di osservare strani movimenti”, dicono i residenti che diverse volte hanno allertato le forze dell’ordine. “Il parco – spiegano – oltre a versare nel degrado, è anche poco illuminato, pure se alcuni episodi sono avvenuti in pieno giorno”, rimarcano i residenti che spesso devono anche rinunciare alla quiete pubblica. “Un sabato fa, al centro del parco, verso mezzanotte, c’era un gruppo di stranieri ubriachi che urlavano e suonavano i tamburi”, riferiscono. Parco in cui non sarebbe raro avvistare pure “gente che fa i propri bisogni sotto le finestre delle case”. Insomma la situazione sarebbe al limite, tanto che i residenti, ora, chiedono anche l’installazione di telecamere, mentre i problemi innescati sulla sicurezza da questo fazzoletto di abbandono, potrebbero “contagiare” anche le vie limitrofe. Cosa che, invece, ha già fatto l’erba alta, anche se l’espressione, in questo caso, è impropria. A via Lorenzo da Viterbo, infatti, il problema, più che le fratte che salgono da terra, sono le fronde degli alberi che sono scese talmente in basso da costringere i pedoni in alcuni tratti a camminare chinati sul marciapiede. Un’immagine a dir poco delirante.