Home Attualità Segnaletica e quartiere storico: un rapporto molto difficile.
Segnaletica e quartiere storico: un rapporto molto difficile.

Segnaletica e quartiere storico: un rapporto molto difficile.

0
0

Viterbo, 4 gosto 2025 – Codice della Strada e Belle Arti non sembrano andare molto d’accordo, tant’è che facendo un giro in centro storico si incontra un fiorire di segnali stradali apposti secondo la normativa, ma che finiscono spesso davanti a profferli, cornicioni e facciate di pregio storico artistico.

Palazzo Farnese, Ponte del Duomo.

Il problema, diranno alcuni, è che a Viterbo le auto entrano in centro. E’ anche vero, però, che la città dentro le mura è piuttosto grande e include aree commerciali alle quali è discutibile se inibire o no il transito veicolare, anche alla luce dello spopolamento che stanno registrando alcuni quadranti.

Segnale vandalizzato all’ingresso di Piazza San Lorenzo.

Restano poi le auto dei residenti, i mezzi del carico e scarico, ecc. Insomma, immaginare un centro storico  sigillato alle auto, resta un po’ difficile, e tanto meno ai segnali stradali, sparsi un po’ ovunque, spesso a intervalli di pochi metri. Se da un lato non si può derogare al Codice della Strada e, dunque, in alcuni punti la segnaletica si impone, spesso la mancata manutenzione aggrava di parecchio la situazione, con segnali vecchi che non vengono rimossi, ai quali se ne aggiungono altri. Ci sono, poi, quelli vandalizzati che meriterebbero di tornare a un livello minimo di decoro, che aiuterebbe senz’altro a renderli meno invasivi sugli scorci medioevali.

Palo senza segnale all’ingresso di Piazza San Lorenzo

Basta recarsi tra Piazza della Morte e Piazza San Lorenzo per incontrare testimonianze concrete di tutte queste casistiche. Solo a Piazza della Morte si trovano circa cinque divieti di sosta, uno piazzato davanti a Palazzo dei Tignosi, un altro all’inizio di Ponte del Duomo di fronte a Palazzo Farnese, “violando” la prospettiva delle bifore con archi ogivali di ispirazione gotica e delle  finestre con archi a tutto sesto traforati.

Piazza della Morte

Segnali che, secondo il Codice della Strada e i beni informati, dicono debbano stare necessariamente qui. Ma che dire del cartello vecchio di divieto di transito che si incontra a metà di Ponte del duomo con indicazione “dalle 20 alle 8” e che sarebbe legato a un dissuasore oramai scomparso? Non potrebbe essere rimosso? Nello stesso punto, dall’altro lato della strada, in bella mostra all’intersezione dell’ingresso con l’ex Ospedale Vecchio, oramai chiuso da parecchi anni, resta un obbrobrio con un semaforo spento e un palo con diversi cartelli: “Strada Chiusa”, “Senso unico alternato” “Divieto di Sosta”. Cartello che avrebbe dovuto disciplinare l’accesso e l’uscita dei veicoli dalla struttura sanitaria che ha traslocato oramai da qualche era geologica. Ma il segnale resta ancora lì. Non si potrebbe togliere, o quanto meno “rivistare”, visto che proprio alle sue spalle, così come quello per il divieto di transito, si staglia la maestosa cattedrale di piazza San Lorenzo?

Ma le sorprese non sono finite. Procedendo proprio verso la chiesa, all’ingresso della piazza, un vecchio palo rimasto senza cartello  è ancora lì.  Dall’altro lato della strada un altro divieto di sosta vandalizzato con scarabocchi e adesivi. Poco più avanti una fila di paline per dire che Viterbo è pure la città di Dante e anche quella del Cinema con il maresciallo Rocca. Ma quando si va a sparare il QR Code, sotto l’immagine di Gigi Proietti, compare un sito che chiede di effettuare un pagamento, non si capisce bene per cosa e per chi.

Palazzo Gatti – Via Cardinal La Fontaine

Anche a Piazza del Gesù è un fiorire di divieti di sosta: all’ingresso di via dei Pellegrini se ne incontrano due sullo stesso lato a pochi metri l’uno dall’altro. Uno dei due è attaccato sul palazzo. E’ ancora a norma? Insomma, se il Codice della Strada, finché non cambiano le disposizioni, non permette di gestire diversamente la segnaletica, non impedisce, però, di manutentarla, rimuovendo i segnali superati e mantenendo decorosi quelli esistenti. Sarebbe già qualcosa.

Chiesa del Gonfalone.

Pure su via Cardinal la Fontaine non mancano spunti di “riflessione”, con un divieto di sosta sull’angolo della chiesa del Gonfalone e due di fronte alla facciata di Palazzo Gatti che restringono la corsia, già angusta, a disposizione di auto, pedoni e disabili.  Anche in questi casi non c’erano alternative?

Tiziana Mancinelli.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.