Modifiche “Dies Natalis”, due macchine in una per il “335esimo” Trasporto.
Viterbo, 30 agosto 2025 – “Saranno due macchine in una”: parola di Raffaele Ascenzi, ideatore di Dies Natalis, che seppure non ha abbia fatto particolari modifiche alla sua creatura, ha aggiunto quel tocco che “cambia tutto“, anche se resta difficile immaginare di aggiungere qualcosa a una macchina che appare l’espressione più completa del percorso di ricerca creativa che Ascenzi ha fin qui compiuto con la realizzazione di tre macchine compresa l’ultima.

Il “tocco” è quell’ “aggiustatina” che si può fare solo dopo aver visto la Macchina sul campo, alla sua prima uscita, l’anno scorso e riguarda, come si può immaginare: l’illuminazione.
Rimodulata quella interna che sarà più chiara, mentre quella esterna resterà più scura e ambrata. L’illuminazione sarà la sorpresa di questo Trasporto, considerando anche che dal 9 luglio la Macchina è rimasta esposta con le sole luci a led. Il tre settembre si aggiunerà la fiamma viva.
“Due macchine in una”.
La differenziazione tra l’illuminazione interna e quella esterna, verrà a definire quasi “due macchine in una”, per riprendere l’espressione utilizzata nella conferenza stampa di ieri dal suo ideatore. Una è definita dall’allegorico interno che rappresenta il volo devozionale della Santa verso le alte sfere celesti, accompagnata da creature angeliche, el’altra con l’allegorico esterno, anch’esso ricco di richiami al popolo e alla Chiesa che assiste al trapasso della Rosa Bambina.

Quella di Dies Natalis è una storia che si sviluppa dalla bas,e dove la figura della patrona viterbese appare sdraiata sul letto di morte, al centro di quattro figure che piangono la sua discesa nell’oltretomba, sapendo, però, che è solo un varco per innalzarsi in cielo. Il loro, quindi, “è un messaggio di speranza“, ha detto Ascenzi, “che ben si adatta alla ricorrenza giubilare“.

Il Trasporto 2025 sarebbe il 335esimo conteggiato dal 1690, anno della prima Macchina documentata.
Ma all’ideatore di Dies Natalis, Gloria e Ali di luce va un merito particolare: quello di avere finalmente “scoperto” il numero di edizioni del Trasporto, una manifestazione così antica, che si è perso il conto nei secoli. E’ quel numeretto lì, che compare davanti al titolo di ogni manifestazione e che quando aumenta rappresenta un po’ anche un vanto, perché vuol dire che essa dura nel tempo. L’anzianità non manca certo al Trasporto, secolare tradizione, che può fregiarsi dell’aggettivo “antica”. Ma si sa, i numeri hanno una certa autorevolezza e che il Trasporto non ne abbia uno, se ne sente un po’ la mancanza, soprattuto per i cultori più appassionati della tradizione e della storia cittadina, tra i quali si può certo annoverare Ascenzi che, alla fine, il numero dell’edizione 2025 pare averlo trovato: “Dovrebbe essere la 335 esima edizione”, ha detto, rifacendosi al conteggio del “numero delle macchine documentate a partire dal 1690 e considerando che il Trasporto si è fermato solo negli anni degli eventi bellici“, ha spiegato Ascenzi. Il numero di edizioni per i più ricercati cultori della storia cittadina e del Trasporto dunque c’è, e potrebbe anche essere adottato, seppure con uno scarto di errore che sarebbe comunque in difetto e non in eccesso.
Ascenzi ha poi ricordato come la tradizione del Trasporto nasca appunto dalla traslazione del corpo di Rosa dalla sua originaria sepoltura alla Crocetta al monastero a lei intitolato, ad opera di quattro cardinali nel 1258, accadimento che rilancia l’evento della morte della Santa avvenuto l’8 marzo 1251, il Dies Natalis raffigurato alla base dell’omonima Macchina che è pronta a sollevarsi tra pochi giorni sulle spalle dei suoi facchini.
Tiziana Mancinelli