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Giovanni XXIII, metà struttura vuota e debiti da ripianare.

Giovanni XXIII, metà struttura vuota e debiti da ripianare.

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Viterbo, 27 dicembre 2025 – Giovanni XXIII cambia gestione, da giugno è arrivato Marco Bracaglia commissario delle struttura che ha subito impresso un cambio di passo. A cominciare dagli auguri natalizi, con un ricco buffet offerto da Arsial a base di prodotti di aziende locali, musica e qualche performance teatrale, per allietare gli anziani ospitati.

Marco Bracaglia

La situazione, però, non sarebbe per niente allegra per l’ente di competenza regionale. Da un lato c’è la concorrenza sempre più spietata delle strutture private, dall’altro la difficoltà, a volte, a incassare le quote, che sono la fonte essenziale con cui la struttura si sostiene. Gli anni che arrivano, insomma, non saranno una passeggiata.  A tratteggiare il quadro dell’Asp Giovanni XXIII è lo stesso Marco Bracaglia. “La situazione che ho trovato non era delle migliori”, dice  l’ex assessore della giunta Gabbianelli, “stiamo lavorando per recuperare sia sul fronte economico – finanziario, sia quello organizzativo”.

Sul primo ci sarebbero “diversi crediti che in qualche modo non sono stati incassati. La struttura va avanti esclusivamente con le rette e quando queste diminuiscono o scarseggiano, è logico che poi vada in sofferenza“, evidenzia Bracaglia, che pone l’accento sul carattere “morale” dell’ente che suggerisce di procedere con cautela nel “pretendere” gli incassi, avendo la priorità di assistere persone fragili. 

“Fortunatamente è cambiata l’amministrazione regionale – osserva –  e con essa l’interesse verso questa struttura, a cui ha accordato un finanziamento  di 500 mila euro rispetto a un debito consolidato più alto, che cercheremo di ripianare”, afferma Bracaglia. “I fondi serviranno per la spesa corrente”, spiega, evidenziando l’importanza di rilanciare l’offerta di servizi per fronteggiare la concorrenza privata. “Ci stiamo riorganizzando”, dice, “abbiamo tagliato i rami secchi e stiamo cercando di ottenere le risorse necessarie per investire  sulle cose indispensabili. Abbiamo già migliorato alcune situazioni sul fronte della sicurezza sia quella del personale, sia quella degli ospiti, ora cercheremo di lavorare sulla qualità e sulla competitività dell’offerta. Solo allora si potrà ipotizzare un aumento delle rette e anche delle presenze“, dice.

L’immobile accanto all’edificio principale, completamente vuoto.

Di certo lo spazio non manca:  “Attualmente l’attività occupa solo due dei cinque piani dell’edificio. Tre sono inutilizzati – dice ancora Bracaglia -. Quando sono nate le strutture private, questa ha perso di importanza e sono stati chiusi, anche per risparmiare sui costi, pensiamo a quanto possa essere elevato quello per riscaldare l’intera palazzina. Ora, però, gli ospiti, sono tutti raccolti nei primi due piani, sono raggruppati in tre, quattro per stanza, e questo non è più proponibile, serve ristrutturare”, esclama. C’è poi il dilemma su cosa fare con l’altro gigantesco immobile sempre dell’Asp, a pochi metri da essa, nello stesso cortile. Una volumetria immensa, anch’essa, al momento, vuota e abbandonata

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.