Neonazismo e antisemitismo, perquisizioni in tutta Italia. Armi ad aria compressa a casa di un viterbese
Viterbo, 23 aprile 2026 – “Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa, esaltando anche gli autori di gravi attentati di matrice suprematista”. Smantellata dalla Digos rete in tutta Italia. Perquisizioni anche a Viterbo, in casa di un ventenne, dove sono state ritrovare “numerose armi ad aria compressa. “Nella giornata di mercoledì 22 marzo – riporta una nota stampa – personale della Polizia di Stato della Questura di Viterbo – D.I.G.O.S. ha eseguito una perquisizione domiciliare a carico di un ventenne residente nel capoluogo, attestato su ambienti dell’estrema destra suprematista.
L’indagine, coordinata a livello nazionale dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, ha consentito di rivelare lo svolgimento, da parte del giovane, di attività di propaganda di contenuti di matrice neofascista, neonazista e antisemita su una piattaforma social.
All’esito della perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto diverse stampe raffiguranti il noto Brenton Tarrant, autore della strage di Christchurch nel marzo del 2019, nonché numerose armi ad aria compressa che sono state sottoposte a sequestro per le successive verifiche circa la capacità offensiva.
Tale attività espletata si inserisce in un quadro di più ampio respiro, che ha visto l’esecuzione di altre 14 perquisizioni sul territorio nazionale, anche nei confronti di 9 minorenni, e di un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un diciannovenne originario di Pavia. Trattasi di soggetti individuati quali membri di un gruppo social denominato “Chat Terza Posizione”, che richiama esplicitamente la nota e omonima formazione eversiva degli anni ’70, avente tra i propri scopi la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa, esaltando anche gli autori di gravi attentati di matrice suprematista”, conclude la nota.
Presunzione di innocenza.
Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva