Home Attualità Partito il monitoraggio delle aree dove piantare nuovi alberi. Ripristinati i sistemi di irrigazione
Partito il monitoraggio delle aree dove piantare nuovi alberi. Ripristinati i sistemi di irrigazione

Partito il monitoraggio delle aree dove piantare nuovi alberi. Ripristinati i sistemi di irrigazione

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Viterbo, 1 agosto 2026 – Hanno ricominciato a funzionare gli impianti di irrigazione che probabilmente sono stati la causa delle centinaia di alberi che si sono seccati in questi mesi sotto il sole di un’estate rovente, piantati nell’ambito del Pnrr.

Emanuele Aronne

Ad annunciarlo è stato l’assessore Emanuele Aronne, in sede di consiglio comunale dedicato alla discussione dell’assestamento di bilancio, in risposta all’emendamento della consigliera Luisa Ciambella (Per il Bene Comune) firmato anche dal gruppo misto formato da Letizia Chiatti e Marco Bruzziches.

Luisa Ciambella

L’assessore ha anche dato notizia che in autunno saranno messe a dimora nuove piante in sostituzione di quelle che si sono seccate, “per cause terze” all’amministrazione comunale, ha tenuto a precisare.

Il parco del Carmine finanziato dal Ministero, completamente secco

La sistemazione degli impianti di irrigazione e la piantumazione di nuovi alberi avverranno “senza costi a carico del comune”, ha anche detto Aronne, a spese e a cura, quindi, delle ditte che hanno realizzato gli appalti, “grazie alle garanzie” previste nei contratti. Intanto, però, la discussione sull’incremento del patrimonio arboreo urbano entra finalmente a pieno titolo nell’aula consiliare e conferisce la doverosa visibilità a uno dei pilastri su cui si fonda l’idea di sostenibilità delle città moderne, quella al centro dei finanziamenti Pnrr, ossia la presenza degli alberi in città, un’urgenza coperta dal chiasso del dissenso verso le ciclabili e alla quale finora non è stata data la giusta attenzione.

Gli alberi che si sono seccati al parcheggio del Pilastro

L’emendamento Ciambella per destinare 30 mila euro all’isituzione di un fondo per la piantumazione degli alberi e il miglioramento del verde pubblico a partire dall’autunno 2026 è stato bocciato dalla giunta Frontini e trasformato in raccomandazione in quanto, come lo stesso Aronne ha specificato, è in linea con le priorità dell’amministrazione comunale.

Parco del Pilastro

“Con l’assessore Martinengo abbiamo iniziato un monitoraggio di tutte le aree dove si possono mettere nuovi alberi“, ha spiegato ancora Aronne.  “Gli alberi non si piantano casualmente, bisogna fare un’analisi del terreno, uno studio. Se l’emendamento lo avesse proposto, lo avremmo certamente accolto”. Propedeutica, dunque, alla messa a dimora di nuovi alberi, sarà un’indagine finalizzata a capire quali specie piantare e dove, anche per evitare quanto successo agli alberi finanziati dal Pnrr, che hanno fatto le spese del cronoprogramma delle opere pubbliche, che richiedeva la chiusura al 30 giugno, periodo poco indicato per la piantumazione, a cui si sono aggiunte una serie di difficoltà degli impianti di irrigazione.

Alberi via Diaz – Foto giugno 2024

Emendamento bocciato perché, secondo la giunta Frontini, non ci sarebbero i tempi da ottobre a dicembre per mettere a dimora le nuove piante, dovendo fare anche uno studio preliminare, con il risultato che i 30 mila euro sarebbero finiti in avanzo, senza poter essere spesi, né per gli alberi, né per altro.

Alberi in via Lorenzo da Viterbo dopo la potatura
Alberi in via Lorenzo da Viterbo – Potature giugno 2021

L’impegno del Comune, però, ad avviare una strategia di incremento delle alberature ci sarebbe. “Abbiamo approvato all’unanimità il PAESC dove “C” sta per clima”, ha detto ancora Aronne. Ma c’è anche il Piano di rilancio del centro storico che avverte sulla necessità di potenziare i polmoni verdi della città. Individuate già le “isole di calore”, ed è stato anche effettuato “uno studio geologico per capire anche il tipo di essenze da mettere a dimora. Stiamo parlando anche con l’università”, ha spiegato ancora Aronne. Attenzione va posta alla biodiversità: “Ci sono alberi come l’ailanto e il fico che resistono a tutto, crescono in condizioni assurde, ma sono invasive e pericolose per l’ecosistema esterno”, ha detto l’esponente della giunta Frontini, chiedendo di trasformare l’emendamento Ciambella in una “raccomandazione, per mettere in piedi un percorso strutturato”, che parta inizialmente da “uno studio e una mappa” per capire quali specie di alberi piantumare e in che zone della città, ma anche per “prevedere i costi inerenti la manutenzione, quindi l’irrigazione”. “Trenta mila euro possono essere tante, ma anche poche”, ha sottolineato Aronne. L’impegno dell’assessore è stato quello di portare la proposta al prossimo bilancio.

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.