Fontane pulite ogni dieci giorni. Ma a Pianoscarano qualcuno ci mette “le mani”
Viterbo, 1 agosto 2026 – Quella di Piazza della Rocca diventa spesso un grosso secchio della spazzatura, quella di Piazza delle Erbe ha un problema nello scarico e, quindi, deve essere svuotata lentamente e pulita a secco, c’è poi quella di Pianoscarano che, quando l’acqua viene chiusa due, tre giorni, per far seccare il muschio e pulirla, viene riaperta in autonomia non si sa da chi.
Tonino, della ditta Landi, che in questo periodo gestisce il servizio di pulizia delle fontane, le sue “clienti” le conosce bene. Dopo un passato travagliato, le fontane monumentali della città iniziano ad ottenere l’attenzione che meritano.

Con l’amministrazione Frontini è stato completato il restauro di quella di Piazza Dante, intorno alla quale sono comparsi paletti e catenella che la salvaguardano dall’invasione di auto e motorini che non hanno disdegnato, in passato, di parcheggiare sulla base della fontana.

In corso, in questi mesi, la riqualificazione di quella di Piazza Fontana Grande, che sarà seguita, secondo quanto annunciato dalla sindaca Chiara Frontini, da quella di Piazza delle Erbe.

Anche l’appalto per la pulizia, gestito dal settore Lavori Pubblici e dall’assessore, Stefano Floris, sembra andato a regime. Salvo miracoli, non si centrerà l’obiettivo lanciato in campagna elettorale di riqualificare due fontane all’anno, come promesso dalla sindaca Frontini, ma almeno si è cominciato.

Si spera, ora, qualunque sia la prossima amministrazione, che si prosegua su questo solco.
Quinta Epoca promuove da anni la campagna di valorizzazione delle fontane storiche di Viterbo e nel 2022 chiese esplicitamente ai candidati sindaco, cosa avrebbero fatto, nel caso di elezione. Tra questi c’era anche l’attuale sindaca Chiara Frontini.
Per quanto riguarda la pulizia, l‘appalto è partito da giugno. Nei mesi estivi le fontane vengono pulite ogni dieci giorni, una quindicina durante i mesi invernali.

“Le fontane vengono svuotate, pulite con la scopa senza alcun prodotto che potrebbe rovinarle”, dice Tonino. “In alcuni quartieri si sentono un po’ i padron le fontane“, commenta, “quando è caldo chiudiamo l’acqua due, tre giorni, per far seccare il muschio, ma in alcuni quartieri, come Pianoscarano, la riaprono in autonomia. Se l’acqua è chiusa ci sarà un motivo”, dice. “Le svuotiamo pian, piano, per poter effettuare la pulizia a secco“. “Ma a Pianoscarano viene sistematicamente riaperta”. Sarà forse un eccesso di zelo, verso la fontana del Piano? Protagonista indiscussa di tante storie e vessillo di un campanilismo di quartiere che sopravvive all’interno della stessa città.