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S. Rosa, Piano evacuazione, ci sarà un centro comando in via Ascenzi

S. Rosa, Piano evacuazione, ci sarà un centro comando in via Ascenzi

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Viterbo, 25 agosto 2026 – Effettuata ieri sera la prova generale del piano di evacuazione. In campo questura, protezione civile, vigili del fuoco e Ar Seurity con il security manager Pier Paolo Pasqua che hanno simulato l’attivazione del dispositivo di evacuazione.

 Una sorta di paracadute”invisibile” con cui quest’anno partirà la macchina e di cui nessuno si accorgerà, se non ci sarà bisogno di “aprirlo”. Il che avverrà in casi estremi e legati a reali minacce per la popolazione. Una sicurezza in più, però, la cui necessità è apparsa chiara dopo quanto accaduto l’anno scorso, quando a piazze e vie piene, è arrivato un potenziale allarme terroristico, senza possibilità, a quel punto, di rimandare a casa le persone e annullare l’evento.

Quest’anno, se dovesse palesarsi una qualche minaccia, che sia il terrorismo o anche un evento straordinario legato al maltempo, un terremoto, un incendio, un crollo, sarà possibile interrompere la manifestazione e mettere al sicuro la popolazione intervenuta all’evento.

Pier Paolo Pasqua mentre spiega il piano di evacuazione ai suoi

A via Ascenzi ci sarà una sala, messa a disposizione dal Comune, adibita a centro di comando e controllo. «Da qui vedremo la posizione degli operatori e vigileremo su eventuali emergenze in arrivo», ha spiegato ieri sera Pasqua al suo gruppo, «In caso di pericolo comunichiamo all’autorità preposta. L’ordine di evacuare partirà dal sindaco e dalla questura». A questo punto si  “aprirà il paracadute“, il dispositivo entrerà in funzione e tutti gli operatori sul campo: protezione civile, sicurezza privata, poliziotti, vigili del fuoco ecc. entreranno in azione. Nel piano di evacuazione, redatto da Luciano Tomei, sono previsti anche i tempi a disposizione per le varie operazioni.  «Saranno presenti sette maxischermi della Provideo sul percorso, gli psicologici di Ares 118 stanno studiando i vari messaggi da diffondere, siano sufficientemente autorevoli da convincere le persone a lasciare la manifestazione, ma che, allo stesso tempo, non ingenerino panico. L’evacuazione non sarà fatta per la città contemporaneamene, ma una piazza alla volta», ha spiegato ancora Pasqua. Le modalità di evacuazione dipenderanno dal tipo di pericolo e da dove è eventualmente ubicato, dalla grandezza del settore da evacuare, dall’affollamento e «dalla posizione della Macchina che, di per sé, è un potenziale pericolo, verso il quale non possiamo far evacuare. Nel caso in cui si dovesse verificare un’emergenza – ha proseguito Pasqua –  il Trasporto sarà interrotto, sarà detto dov’è il pericolo, dove è posizionata la macchina, e quali sono le modalità di evacuazione, che possono avvenire lungo le vie di deflusso, ma anche attraverso le stesse aree di affollamento se libere da ostacoli. Gli operatori saranno a monte (fine) e a valle (inizio) degli affallomanti. Se comunichiamo alle persone di voltarsi e andare via – ha spiegato Pasqua –  creiamo il tappo, a meno che si possa far defluire il pubblico sul percorso principale. Ma si evacua dalla fine». Ci saranno dei tempi, stimati da Luciano Tomei, sia per il verificarsi della minaccia, sia per evacuare prima che un settore diventi critico. Tempi che potranno essere migliorati dalla velocità di reazione degli operatori che dovranno immediatamente rimuovere gli ostacoli sul percorso e iniziare l’evacuazione.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.