L’opposizione inizia a fare “i conti” del mandato Frontini
Viterbo, 24 settembre 2026 – La sindaca Chiara Frontini distribuisce in città un libricino di una quarantina di pagine per informare i cittadini sulle cose fatte in questi anni del suo mandato. Puntuale, però, arriva la bacchettata dell’opposizione. Dopo l’intervento piuttosto duro del consigliere comunale Andrea Micci, arriva anche la stoccata della consigliera comunale Letizia Chiatti: “È Viterbo ciò che conta. Sempre”: riporta il libricino di circa 40 pagine che in questi giorni la sindaca Chiara Frontini sta distribuendo ai cittadini per informarli delle cose fatte negli anni del suo mandato elettorale. Ma la città può “contare” poco: nel libricino manca una parte fondamentale e, cioè, l’indicazione della parte finanziaria, sicché non si ha un’informazione su come e perché sono stati spesi i soldi dei contribuenti. Per questo bisognerà aspettare il rendiconto di fine mandato richiesto obbligatoriamente delle legge. Intanto a fare le pulci all’operato civico sono i consiglieri di opposizione. Dopo l’attacco durissimo del consigliere comunale Andrea Micci (Lega), arriva quello degli altri.

A cominciare da Letizia Chiatti che si scaglia contro l’ultimo evento organizzato dall’amministrazione Frontini: «Open mall è costata circa 60 mila euro», dice l’ex presidente del consiglio comunale, poi passata in opposizione. Chiatti critica fortemente anche la decisione di «rinnovare ancora il progetto SAI per l’accoglienza. Va avanti dal 2004. Credo che Viterbo abbia già dato ampiamente su questo argomento», dice.
Pure il capogruppo di Fratelli d’Italia, Matteo Achilli, abbassa

deciso l’ascia della critica sull’operato civico: «Il bando di 60 mila euro erogato per gli eventi cultuali minori, mi sembra proprio un’iniziativa pre-elettorale. Queste cose non sono mai state fatte. Non si può andare avanti con eventi spot», dice, «noi riteniamo doveroso sostenere il mondo dell’associazionismo, il vero polmone del movimento culturale della città», dice Achilli, fortemente critico anche verso Spazio Viterbo, l’ufficio istituito dal Comune per il rilancio del centro storico, spesso coinvolto nell’eventistica: «non si capisce chi è l’assessore alla cultura, hanno pure un manager per gli eventi». Sullo stampato in distribuzione in questi giorni, afferma: «Di suo in quelle pagine c’è ben poco», sostiene, «La maggior parte delle opere elencate, vengono dalla passata amministrazione. Auguriamoci che il suo libro dei sogni non blocchi la città per i prossimi anni, dal momento che i mutui contratti, limiteranno la spesa corrente. Ma vogliamo guardare al futuro in maniera positiva», prosegue Achilli. «Le persone ci stanno chiedendo a gran voce un cambiamento, vogliono che la politica torni a governare la città», dice.

Critica pure Luisa Ciambella che punta il dito sui soldi spesi per le ciclabili: «Leggendo l’opuscolo dell’amministrazione Frontini», dice, «viene spontaneo chiedersi se stiamo parlando della stessa Viterbo che i cittadini vivono ogni giorno. Viene raccontata una città che sembra aver risolto ogni problema. Ma basta uscire di casa, attraversare i quartieri, percorrere le nostre strade e ascoltare le segnalazioni dei cittadini, per rendersi conto di quanto sia necessario confrontare questo racconto con la realtà. Se le risorse poi vengono usate contro gli stessi cittadini anche in termini di vivibilità e sicurezza come nel caso delle piste ciclabili, non si è fatto un buon servizio».

Posizione critica anche quella del Partito Democratico: «Una sponsorizzazione continua di sé stessa», dice la consigliera Alessandra Troncarelli riguardo al libricino della sindaca, «oltre alla sua gigantografia in copertina, non c’è nessun riferimento agli assessori. Oramai è la sindaca di se stessa, non della gente. Con questo suo metodo sta annientando tutta la squadra che l’ha sostenuta. Bisognerebbe chiedere agli assessori e ai consiglieri comunali cosa ne pensano», conclude.