Pranzo a Tuscania: stavolta il centrodestra c’è tutto. C’è Fondazione, ma non ci sono Viva Viterbo e Viterbo 2020.
Tutti alla “corte” di Fabio Bartolacci: il sindaco di Tuscania invita gli esponenti del centrodestra a pranzo e riesce a mettere tutti quanti intorno a un tavolo per parlare di provinciali, ma anche del futuro del centrodestra. Da una parte si aggiungono posti a tavola, dall’altra si toglie qualcuno. Ma stavolta il centrodestra c’è tutto. C’è Forza Italia rappresentata dal vice coordinatore provinciale Sergio Caci, sindaco di Montalto, c’è Giulio Marini e Daniele Sabatini, c’è Fratelli d’Italia con Gianluca Grancini e Claudio Ubertini e stavolta c’è pure la Lega con Umberto Fusco. Ma non ci sono i rappresentanti di Viva Viterbo. Il vice coordinatore regionale di “Noi con Salvini” tiene fede alla sua linea di non sedersi accanto a “chi ha amministrato con il centrosinistra”. Se Fusco l’ha detto apertamente, c’è chi lo penserebbe. Secondo alcuni esponenti di partito, di un certo peso, presenti al pranzo di ieri, la posizione di Viva Viterbo sarebbe ancora tutta da chiarire. “Oggi c’è chi ha dichiarato di voler fare un ragionamento con il centrodestra in vista del futuro”, risponde qualcuno in merito alla composizione del tavolo. E Viva Viterbo non sarebbe tra questi. “Non lo hanno ancora dichiarato”, è il commento di alcuni, mentre Sabatini è un po’ più esplicito: “Non so ancora cosa faranno alcuni consiglieri che si sono spostati al comune di Viterbo dalla maggioranza all’opposizione. E non mi riferisco ad Insogna. Dobbiamo fare una partita diversa che è quella della rappresentanza, e capire chi vogliamo rappresentare: un ambiente di centrodestra”. Per alcune parti di esso, quattro anni passati dal gruppo di Filippo Rossi a girare il timone della città insieme all’amministrazione Michelini, sarebbero veramente troppi per essere cancellati con un colpo di spugna. E così ci si attenderebbe un segnale forte di “ripensamento”, di chiarezza e di contrapposizione all’attuale maggioranza di centrosinistra al comune di Viterbo, non considerando sufficiente l’esserne usciti a un anno dalla scadenza del mandato elettorale. Tra le posizioni “più rigide”, esclusa quella intransigente della Lega che ha già chiuso la porta a Viva Viterbo, ci sarebbe anche chi, per le comunali di Viterbo del 2018, vedrebbe un’eventuale alleanza con il gruppo di Rossi, Barelli e De Alexandris, solo al secondo turno, quando sarà noto il reale peso delle forze in campo. Diversa disponibilità verso Sergio Insogna (PSI) e Francesco Chicco Moltoni (Gal), accolti “calorosamente” al tavolo di ieri: pur avendo fatto parte della maggioranza di centrosinistra, i due hanno abbandonato la squadra di Michelini già da molto tempo, passando sui banchi dell’opposizione da cui non hanno mai mancato di farsi sentire, come un pungolo costantemente conficcato nel fianco della coalizione di centrosinistra, che sarebbe valso ai due le “simpatie” del centrodestra. Posizione chiara la loro. Meno, quella di Viterbo 2020: assente la massima esponente Chiara Frontini, non “convocata”, sembrerebbe, perché anche lei a capo di una lista civica che non avrebbe ancora dichiarato come si schiererà tra le forze in campo. Al pranzo promosso da Bartolacci anche Gianmaria Santucci e Paolo Barbieri per Fondazione, movimento civico che ha palesato chiaramente la sua collocazione all’interno dello schieramento di centrodestra. Assente Giovanni Arena in vacanza e Dario Bacocco, che ha lasciato il compito di rappresentare Forza Italia a Sergio Caci. Assente pure Paolo Equitani, causa “periodo vacanziero”, ma comunque parte, a tutti gli effetti, del gruppo che si è ritrovato ieri a Tuscania, tanto che il sindaco di Bolsena sarebbe stato indicato già da qualche tempo come probabile candidato alla presidenza della provincia di Viterbo. Caci, da parte sua, proprio ieri si è dichiarato indisponibile per la corsa a Palazzo Gentili: “C’è stima nei miei confronti, ma sono occupato a fare il sindaco”, ha detto. Sul primo cittadino di Montalto circolano rumor circa una sua probabile candidatura in Parlamento. Alla competizione provinciale il centrodestra guarda con rinnovata fiducia, anche perché, proprio ieri, sarebbe emersa l’intenzione e la convergenza necessaria a presentare una lista unica. La data ultima per la presentazione delle liste è il 28 agosto. E a giudicare dalla reunion di ieri, la probabilità che il centrodestra possa andare compatto è molto concreta. Al pranzo hanno preso parte anche Piero Camilli, Stefano Bigiotti, Manuel Catini, Alessandro Cuzzoli, il sindaco di Latera Francesco di Biagio, quello di Soriano Fabio Menicacci, Elpidio Micci. Era atteso anche Alessandro Romoli (Udc) in vacanza con la famiglia. Tutti hanno auspicato un centrodestra unito, non solo alle prossime elezioni provinciali, ma anche alle comunali del capoluogo, per le quali l’appuntamento è fissato tra pochi mesi, a primavera 2018. Per quanto riguarda le provinciali, la Lega, tramite Umberto Fusco ha ribadito “di non partecipare. Ma restiamo disponibili per un programma condiviso e un percorso unitario”. La Lega, infatti, vorrebbe tornare a un modello di Provincia votata dal cittadino e con piene funzioni, come era in precedenza. Non approvando l’attuale configurazione di questo ente territoriale, dove a votare sono sindaci e consiglieri comunali, si tirerebbe fuori dalla partita.
Tiziana Mancinelli
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