Home Cronaca Attesi 2 mila pellegrini e 50 confraternite per il patto d’amore con la Madonna della Quercia
Attesi 2 mila pellegrini e 50 confraternite per il patto d’amore con la Madonna della Quercia

Attesi 2 mila pellegrini e 50 confraternite per il patto d’amore con la Madonna della Quercia

0
0

Quando Viterbo fu colpita dalla piaga della peste, i viterbesi uscirono dalla città e si recarono ai piedi di una tegola appesa su una quercia. Non era una tegola qualunque. Su di essa era, infatti, raffigurata la Madonna della Quercia. Ce n’erano di immagini sacre all’epoca, ma i viterbesi preferirono quella. La stessa che i rappresentanti della comunità civile scelsero per investirla ufficialmente del ruolo di “custode della città”. Fu fatto con un atto formale da parte dei priori. Basterebbe solo questo per capire quanto la Madonna della Quercia sia non solo importante, ma anche indissolubilmente legata alle fondamenta spirituali e civili di questa città, dalla quale il suo culto si è diramato con forza in Europa. Ma dopo quell’atto, la devozione alla Madre celeste ha scritto ulteriori, infinite, pagine, a volte intrecciate al vissuto umano del mondo, alle sue vicende, altre all’arte, alla cultura, per riconsegnarci uno scrigno di memorie scolpito nella pietra che resta a testimoniarle con lo straordinario santuario mariano che da essa ha preso vita alla fine del grande viale creato per unirlo alla città. La verità è che i viterbesi strinsero un patto con la Madonna della Quercia. Una reciproca promessa che quest’anno compie 550 anni e che da allora non si è mai solo nemmeno incrinata. Quest’anno il sindaco della città di Viterbo, come hanno fatto quelli prima di lui, fino ai priori di più di mezzo secolo fa, rinnoverà, nei secoli, quel patto. Questo sarà un anno particolare: l’inizio del sesto centenario del culto della Madonna della Quercia e 550 anni dal patto d’amore. La città, come sempre, offre un tributo alla Madonna. Questa mattina a Palazzo dei Priori è stato presentato, quindi, il programma liturgico e delle iniziative culturali. Una conferenza stampa in cui il sindaco Leonardo Michelini ha potuto rimarcare la paternità della decisione di restituire alla Madonna della Quercia la sala di Palazzo dei Priori a Lei dedicata, alla luce del fatto che, quando lo fece, creò più scalpore il “demerito” di aver sfrattato la carrozza da quell’ambiente, piuttosto che il “merito” di averla restituita alla sua ispiratrice. La celebrazione del patto d’amore quest’anno si aprirà il 9 settembre alle ore 21 con la processione dell’immagine della Madonna, presieduta dal vescovo monsignor Lino Fumagalli. Domenica 10 settembre sarà la solennità di santa Maria della Quercia, che sancirà l’inizio del Giubileo straordinario per la diocesi di Viterbo. Alle ore 10 è previsto il rito solenne di aperura della porta santa e la santa messa, mentre alle ore 16 prenderà via da piazza Verdi la solenne processione del patto d’amore fra la città di Viterbo e la Madonna fino alla basilica. La processione sarà aperta dal corteo storico di santa Rosa, al termine ci sarà lo spettacolo degli sbandieratori di Viterbo: gruppo santa Rosa, Pilastro e Centro storico. Previsto anche l’ annullo filatelico celebrativo del centenario. Nella città è ancora forte l’eco delle celebrazioni di santa Rosa, che ci si prepara a omaggiare un’altra icona di religiosità di grande valore, a conferma della spiccata connotazione spirituale della comunità viterbese. Alla conferenza stampa di presentazione hanno preso parte, oltre al sindaco di Viterbo Leonardo Michelini e all’assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi, don Massimiliano Balsi della chiesa della Quercia, lo storico dell’arte Fulvio Ricci, che attualmente collabora con il museo civico, il direttore generale di Confartigianato Andrea de Simone e suor Francesca del santuario di Santa Rosa. Argomento centrale: il legame tra la Madonna della Quercia e la città, reso palpabile da quel grande viale che la unisce al santuario, creato proprio per facilitarne il raggiungimento ai viterbesi.

Il titolo di patrona della città le fu conferito dai priori nel 1588 – spiega don Massimiliano – gli eventi storici hanno determinato una grande affermazione di santa Rosa, anche grazie alla macchina, ma non c’è contrapposizione tra santi come forse qualcuno ha voluto sottolineare. Il legame della città con la Madonna della Quercia non è stato voluto dal parroco, dai vescovi o dai preti,  ma dagli stessi priori e dal popolo della città di Viterbo. C’erano tanti santi al tempo della peste, immagini sacre altrettanto venerate, eppure i viterbesi escono dalla città e vanno a pregare davanti a questa tegola. C’è, dunque, qualcosa che va oltre. Grazie a papa Francesco il centenario durerà un anno intero. Il Giubileo straordinario donato in riferimento a Maria santissima partirà dal 10 settembre e si concluderà il 9 settembre 2018”. La celebrazione del patto d’amore vedrà nuovamente in processione “il cuore di santa Rosa – dice don Massimiliano – portato dai facchini e altre reliquie: il braccio di san Bonaventura, quelle di santa Elisabetta d’Ungheria, patrona dell’ordine Francescano, di santa Rosa Venerini, san Crispino, santa Giacinta, il busto di san Sisto, le reliquie dei santi Valentino e Ilario, san Giovanni Battista, la reliquia più importante nel Medioevo e san Lorenzo. Dietro alle reliquie sfileranno i religiosi, i gonfaloni di Viterbo e provincia, le autorità, con il sindaco che rinnoverà il patto d’amore della nostra città e dell’intero territorio. Sono previsti circa duemila pellegrini, solo per la sfilata, mentre le confraternite che già hanno aderito sono 50 e vengono anche da fuori provincia, a dimostrazione della diffusione del culto della Madonna della Quercia”. Il sindaco Michelini ha, invece, ricordato il contenuto civico del patto d’amore. “È una commemorazione religiosa, ma è anche un accordo tra l’istituzione civica e quella ecclesiale. Sono molto attaccato alle nostre origini e al dovere di difenderle”. Da qui anche il recupero dell’originario significato della sala della Madonna di Palazzo dei Priori. D’accordo in questo Irene Temperini, presidente della pro loco di Viterbo, tra i promotori delle iniziative in programma: “La carrozza era un elemento del folclore – dice – per cui la sala è stata indebitamente nominata della carrozza, ma è l’unica, invece, dedicata alla Madonna della Quercia”. Anche Temperini mette in luce il legame tra il centro di Viterbo e la Quercia, così come l’importanza di essere riusciti ad aprire dei “luoghi rimasti chiusi come il museo degli ex voto e il chiostro”, sottratti alla fruizione del pubblico e ora visitabili. A sostegno delle celebrazioni del patto d’amore anche Confartigianato Imprese, rappresentata in conferenza stampa dal direttore generale, Andrea de Simone: “Abbiamo la fortuna di avere ereditato un passato di fede e di devozione come questo e, nel celebrarlo, abbiamo voluto esserci, sposando il programma, e avendo apprezzato anche quando fatto nei mesi precedenti, in particolare con la riscoperta di tanti ambienti della basilica. Ho avuto modo di visitare il museo degli ex voto e apprezzare la riscoperta di cose prima nascoste, ma ora visibili ai viterbesi che possono visitarle. Il mondo dell’artigianato che rappresentiamo, trae dalla storia la propria saggezza, fatta anch’essa di arte e di cultura che il processo lavorativo trasla nel futuro. Artigianato vuol dire lavoro, tradizione, originalità, saper fare. La stessa micro dimensione delle tante aziende di questo tipo è un legame diretto con la famiglia e, quindi, con la società civile”.

In considerazione del collegamento della Madonna della Quercia con il Comune, proprio qui sarà allestita una mostra dall’8 settembre, con inaugurazione alle 19,30. “Saranno esposte tre tele – spiega Fulvio Ricci – l’Assunzione della Madonna di Giovan Francesco Romanelli, l’Adorazione dei Magi di Cesare Nebbia, e la Morte della Vergine di Aurelio Lomi. Tre tele di questo tipo non sono poche, perché hanno un linguaggio e un contenuto che va assimilato con il tempo”. Le tele si trovano al museo civico la cui collezione è definita da Ricci come: “la più importante del centro Italia, tolti alcuni musei romani. Non inizia e finisce tutto a Sebastiano del Piombo. Abbiamo avuto grandi artisti a Viterbo”. Uno su tutti: “Lorenzo da Viterbo, uno dei maggiori protagonisti del Rinascimento europeo”, conclude Ricci. Suor Francesca, da parte sua, ha ricordato il profondo senso religioso dell’appuntamento dei prossimi giorni, e la piena disponibilità a partecipare.

 

Tiziana Mancinelli

info@quintaepoca.it

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.