Inserito in via d’urgenza nell’ordine del giorno della seduta di consiglio comunale di ieri: il Daspo urbano, uno strumento volto a colpire chi viene trovato in stato “di ubriachezza, compie atti contrari alla pubblica decenza, esercita il commercio abusivo, l’attività di parcheggiatore o guardia macchine abusivo. L’articolo 9 del decreto prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 300 euro e di un ordine di allontanamento, dal luogo della condotta illecita, nei confronti di chiunque, in violazione dei divieti di stazionamento o di occupazione degli spazi previsti, limita la libera accessibilità e fruizione di infrastrutture, siano esse fisse e mobili, ferroviarie, aeroportuali marittime e di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, e delle relative pertinenze”. Competente ad adottare il provvedimento sarà il sindaco. Come sta avvenendo in tutti i comuni d’Italia, quindi, anche Viterbo ha approvato ieri la modifica al regolamento di Polizia Urbana per poter inserire tale strumento. Il bivacco citato dal sindaco Michelini, da quanto sembra capire dalla norma, potrebbe essere colpito solo se limita la “libera accessibilità e fruizione di infrastrutture (fisse e mobili)”, ma non in altri casi. Il comune, comunque, ha la facoltà di inserire nelle zone soggette a Daspo i punti che ritiene “caldi” della città. È apparso subito chiaro che, al di là dell’impatto mediatico che può avere una simile misura, essa è lontana dal risolvere sic et simpliciter tutte le situazioni di degrado e di emarginazione sociale che possono verificarsi in un contesto urbano. Lo fa notare più di qualcuno in consiglio comunale: Paolo Simoni (Oltre le Mura), Gianluca de Dominicis (M5S), Gianmaria Santucci (Fondazione) che chiede espressamente al sindaco se sia disponibile ad adottare una serie di provvedimenti, nello specifico ordinanze, volte a contrastare, tutta una serie di altri fenomeni che non ricadono nel Daspo. Tra questi “l’accattonaggio molesto”: “A un certo punto – dice Santucci – ci siamo trovati di fronte a centinaia di extra comunitari che facevano accattonaggio fuori gli esercizi commerciali. Se non vogliamo applicare il Daspo in questi casi, mi sta bene. Ma cerchiamo di capire come si vuole agire verso questi fenomeni”.
“Nel caso in cui siano migranti o pseudo migranti che chiedono l’elemosina fuori i centri commerciali – dice il sindaco Michelini – se sono irregolari, non ci devono essere, se sono ospitati nei centri di accoglienza, il gestore deve capire che non può mandarli in giro a chiedere l’elemosina. Li fanno mangiare e dormire, e li devono pure integrare, non solo insegnando loro la lingua, e tutta una serie di cose. È stato fatto un richiamo a tutti i gestori, credo l’abbia fatto la Prefettura in questi giorni, almeno questa era l’intenzione del Prefetto”. Sull’accattonaggio molesto Michelini, inoltre, afferma: “Diamoci dei limiti per capire quando è molesto”.
Per quanto riguarda il Daspo Santucci spiega: “Lo abbiamo chiesto perché una persona che viene fermata dalla Polizia dopo 48 ore torna nello stesso posto a fare la stessa cosa”, dice, citando i casi di spaccio individuati dalla Polizia a Prato Giardino.
Il consiglio comunale alla fine approva la delibera di modifica al Regolamento di Polizia Urbana con l’introduzione del Daspo nelle seguenti località: Centro storico delle città e delle frazioni di Bagnaia e San Martino; parcheggi a Valle Faul, via delle Fortezze, chiese entro 100 metri dagli ingressi; scuole, plessi scolastici e sedi universitarie entro 100 metri dagli ingressi; complesso museale piazza Crispi; giardini parchi e aree adibite a verde pubblico della città e delle frazioni; pertinenze e adiacenze stazioni ferroviarie; pertinenze e adiacenze terminal Co.Tra.L. e terminal Atac.