“Affare immigrazione”, Righini (FdI): “Dati secretati e sindaci scavalcati. Nella Tuscia centri di accoglienza triplicati”
“Dati secretati e clandestini riversati sulle città all’insaputa dei sindaci, esclusi da qualunque decisione assunta a livello centrale sulla gestione dell’immigrazione”. È la sintesi del contributo offerto dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini, all’incontro “Affare e immigrazione” che si è tenuto oggi presso il Caffè letterario. Un titolo che la dice lunga: “L’accoglienza ormai è diventata un grande business”, sostiene Righini all’appuntamento organizzato dal gruppo viterbese di Fratelli d’Italia, autore di una raccolta firme tra i genitori dei bambini che frequentano le scuole di via Emilio Bianchi per scongiurare, invano, l’apertura di un centro di accoglienza a pochi passi dagli istituti scolastici, avvenuta proprio una decina di giorni fa. Il quadro dipinto da Righini è semplicemente sconcertante: “Arrivano di notte, i sindaci non sono informati di nulla. A Monteverde sono giunti così 500 immigrati”. Sugli stranieri che passano il confine italiano Righini afferma: “Che sono persone sfuggite alle zone di guerra è una notizia priva di qualunque fondamento – prosegue prima di spiegare il perché-: a luglio di quest’anno sono arrivati 10.981 richiedenti asilo, di questi solo 423 hanno ottenuto lo status di rifugiato politico, mentre ad agosto ne sono sbarcati 11.496 e solo 380 erano profughi”. Che fine fanno gli altri? “Molti fuggono dai centri di prima accoglienza – spiega – perché sanno che non otterranno lo status di rifugiato e fanno perdere ogni traccia di sé”. Gli altri devono essere rimpatriati a spese degli italiani che sostengono, in parte, anche questo sistema di accoglienza insieme ai fondi europei. “Molti dati sul numero di immigrati accolti sono secretati – informa Righini – mentre altri non sono proprio forniti. Alcune realtà che gestiscono l’immigrazione non sono nemmeno soggette all’obbligo di rendicontare”. Per Fratelli d’Italia andrebbe garantita maggiore trasparenza e invece: “Incassano e basta, non si sa come spendono questi soldi nell’accogliere, mantenere e seguire gli immigrati. A Velletri si spendono 1 milione e duecento mila euro all’anno per 50 immigrati ”. Da non sottovalutare anche il rischio igienico sanitario sempre più allarmante per le alte concentrazioni di stranieri che si stanno letteralmente “ammassando” nelle strutture ospitanti. “Sono tornate molte malattie che erano state debellate – avverte Righini – si sono verificati ad esempio casi di scabbia e di meningite e di malattie tipiche delle zone africane”. Dall’esposizione dei fatti fornita dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia il fenomeno immigrazione oramai è fuori controllo, destinato ad assumere proporzioni sempre maggiori.\r\n\r\n“Nella provincia di Viterbo – dice – i centri di accoglienza sono passati da 23 a 43 nel capoluogo, da 6 a 21 a Corchiano, da 6 a 21 ad Acquapendente, da 6 a 21 a Bassano Romano e da 10 a 35 a Celleno. Aumentare in questo modo la presenza di immigrati in centri piccoli ha un impatto sociale non indifferente. Un fenomeno di tali proporzioni che coinvolge risorse e cittadini non può non essere condiviso con i territori – afferma Righini –oramai siamo di fronte a un gigantesco affare, sono le cifre che ce lo dicono”. Spostando l’analisi dalla provincia di Viterbo al piano regionale si nota che: “Il Lazio, fino a qualche anno fa, con il 13% della quota totale, ospitava il maggior numero di immigrati rispetto alle altre regioni contro il 2% del Veneto – dichiara Righini – Negli ultimi tempi le percentuali si sono un po’ livellate, grazie anche al nostro lavoro, e la ripartizione è un po’ più omogenea, il Lazio, ad esempio è passato al 7%”. Avere dati e informazioni sull’arrivo degli immigrati, informa Righini, è sempre più difficile: “Ci scontriamo con un muro di gomma, quando ci sono nuovi arrivi i dati vengono secretati”. “La civiltà è un nostro valore –continua Righini – ma nei confronti dei rifugiati politici, non dei clandestini che gravano sulle nostre casse. La procedura per l’identificazione dura dai 12 ai 18 mesi e in questo arco temporale, queste persone vengono mantenute sul territorio italiano. Non è facile risalire alla loro identità e alla loro nazionalità, sbarcano in Italia senza avere nulla con sé. Anche il rimpatrio ha un costo. Altri, invece, fuggono prima di essere identificati e mandati nuovamente nella loro terra di origine. Per ogni richiedente asilo spendiamo dai 900 ai 1000 euro”.\r\n\r\nAnche Viterbo non sfugge alla tendenza nazionale. Al modello attuato per anni dall’Arci che si occupa di integrazione favorendo l’inserimento di piccoli nuclei diffusi sul territorio di immigrati, si sta sostituendo l’accoglienza di massa concentrata in singoli punti. Dopo l’apertura del centro di via Emilio Bianchi, sarebbe prossimo l’arrivo di altri 300 migranti nel capoluogo della Tuscia di cui 60 ospitati in container presso la Fiera di Viterbo. “Quando abbiamo chiesto al sindaco del centro in via Emilio Bianchi è caduto dalle nuvole – afferma Luigi Buzzi, consigliere comunale (FdI) a Viterbo – avevamo raccolto 226 firme contro l’apertura, ora abbiamo chiesto un incontro al Prefetto ma non ci ha ancora accolto, evita il confronto con persone che vogliono solo capire cosa sta succedendo. Abbiamo ex ministri che non sanno di avere affittato la casa agli immigrati. Invitiamo chi si occupa di accoglienza a pubblicare i bilanci. Lo abbiamo chiesto anche all’Arci che opera positivamente con progetti di integrazione – dice Buzzi – c’è poi chi in un batter d’occhio partecipa a bandi, associazioni che si improvvisano esperte in materia, mi auguro che su tutto ciò ci sia una vigilanza, perché dobbiamo dare delle risposte ai cittadini”.\r\n\r\nAll’incontro anche Giulio Zelli Menegali (FdI) consigliere comunale a Vetralla: “Da noi ci sono 30 unità in due strutture, a luglio ne sono arrivati altri 38 che abitano in una villa, mi chiedo quanti bagni ci siano e in che condizioni vivano. Nessuno controlla? Ed è stato aperto un nuovo bando, arriveremo a cento immigrati in un comune di 14 mila abitanti. A Vetralla stiamo diventando un paese del terzo mondo”.\r\n\r\nE veri poveri stanno diventando gli italiani, secondo i dati diffusi da Fratelli d’Italia: “10,2% di povertà assoluta tra i 18 e i 34 enni, 4 milioni e seicento mila individui che vivono in povertà assoluta, 1 milione e cinquecento mila famiglie in situazioni di indigenza a fronte di 500 euro bonus a persona ai comuni che accettano di ospitare i migranti, 1 miliardo all’anno alle associazioni che si occupano dei presunti profughi, oltre 600 milioni di euro la somma richiesta dal ministro Alfano per fronteggiare l’emergenza immigrazione nel 2016. L’Italia è il paese con il numero più alto di clandestini peggio della Grecia e il 30 giugno doveva essere presentata la relazione dettagliata sullo stato di accoglienza da parte del ministero dell’Interno, ma ad oggi ciò non è ancora avvenuto”.\r\n\r\nUna situazione allarmante, secondo Fratelli d’Italia, con un’unica via d’uscita: “Votare no al referendum costituzionale”, dice Mauro Rotelli, “ci siamo sentiti accusare di razzismo e demagogia – dice – con l’ex sindaco Gabbianelli facemmo partire un progetto sull’integrazione attraverso un bando del Ministero degli Interni. Quello a cui si è arrivati oggi – però – è semplicemente aberrante, è assolutamente un affare, un arricchimento del patrimonio familiare. Se l’Italia vuole creare posti di lavoro gestendo l’immigrazione, lo dica. È questo l’obiettivo del nostro paese? Un modo c’è per fermare tutto questo: votare no al referendum, bocciando così anche questo tipo di scelte, visto che c’è qualcuno che ha personalizzato l’appuntamento referendario”.\r\n\r\nAll’incontro hanno partecipato anche Claudio Ubertini, capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia, Gianmaria Santucci (Fondazione), Andrea de Simone (Confartigianato)\r\n\r\nPresenti per il gruppo di Fratelli d’Italia anche il coordinatore provinciale Giuseppe Peruzzi, il consigliere comunale Gianluca Grancini e Gianluca Mantuano.\r\n\r\n \r\n\r\n(In foto il consigliere regionale Giancarlo Righini)\r\n\r\n