Viterbo, 23 agosto 2024 – Grazie all’ottenimento del riconoscimento Unesco, il Trasporto di Santa Rosa è oramai definitivamente uscito dalle mura cittadine, dove torna il 3 settembre, dopo aver fatto il “giro del mondo”. Da qualche anno, infatti, la tradizione viterbese viene “esportata” in mostre, convegni, eventi, in tutti i paesi del pianeta, proprio grazie all’Unesco. Ed è proprio a Viterbo che, forse, bisognerebbe fare qualcosa in più, per far sapere a chi arriva da fuori che questa è proprio la Città del Trasporto, della “torre che cammina”. Ma a parte le targhe del’Unesco installate nelle varie piazze di sosta quando fu ottenuto il riconoscimento, restano poche cose visibili a parlare di questo pezzo pregiato del patrimonio cittadino, quando si spengono le luci del 3 settembre. Riflessione, questa, da rinviare, come tutte le cose, al “Dopo Santa Rosa“. In questi giorni i riflettori sono accesi sul trasporto 2024. La più grossa novità di quest’anno è la Macchina. Nuova. Dies Natalis. Rivoluzionaria rispetto a quelle che l’hanno preceduta negli ultimi decenni, ma “sorella” delle sue “antenate”, i primi baldacchini ideati per rievocare la traslazione del corpo della Santa dalla sua sepoltura alla Crocetta, fino al monastero dove è ancora oggi custodita. La novità della Macchina pare fagocitare un po’ tutto. Come ad esempio la “rituale” curiosità su dediche e girate. Il Trasporto, abitualmente, è dedicato a “qualcosa”, più che a qualcuno, mentre le girate ricordano “I facchini scomparsi”, dice il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, “E non solo. Anche qualche personalità del nostro territorio che se n’è andato, e che pensiamo di onorare, perché ha lasciato dentro di noi una traccia”. Tra le dediche che saranno fatte durante le girate ci sarà una per Alberto Casciani, scomparso qualche mese fa, all’età di 37 anni, figlio di Maurizio Casciani, ex presidente Eta Beta. Non si sa ancora, invece, a cosa sarà dedicato il Trasporto, i facchini ci stanno pensando. Pare oramai certa, invece, la partecipazione di tre delle quattro spadiste che hanno vinto l’oro alle Olimpia di di Parigi. “C’è grande attesa ed entusiamso”, dice il presidente del Sodalizio dei facchini di santa Rosa, Massimo Mecarini.”Una nuova macchina genera grande attesa ed entusiasmo, nel sodalizio c’è tanto fermento, i ragazzi sono tutti carichi, più degli altri anni. Quando c’è una macchina nuova, è così. Ma c’è anche molta cautela. Anche se è stata fatta la prova del traliccio del 7 luglio c’è sempre alcune cose da verificare.