Viterbo, 24 agosto 2024 – Imposta di soggiorno, a Palazzo dei Priori c’è poco da esultare. I primi sei mesi del 2024, infatti, segnano una battuta d’arresto sugli incassi, indicati fino ad oggi, come il principale indicatore dell’andamento dei flussi turistici. Dall’albo pretorio, infatti, rimbalza la determinazione che “accerta l’entrata complessiva riscossa dai titolari delle strutture ricettive nel primo trimestre 2024 per complessivi 91.798,81 euro”, mentre nel 2023, nello stesso periodo, era di 91.342,73 euro. Un aumento trascurabile di poche centinaia di euro, che, però, cambia segno, diventando negativo, nel secondo trimestre del 2024. In questo periodo Palazzo dei Priori ha fino ad oggi accertato “l’entrata complessiva per 124.000 mila euro”, rispetto ai 130 mila euro incassati nel 2023. Ci sarebbero, insomma, sei mila euro in meno quest’anno, anche se, sempre nella stessa determinazione, si evidenzia che “l’accertamento è parziale” in quanto se si verificheranno “ulteriori incassi” seguirà “determina di quantificazione finale”. Ad oggi, però, stando alle risultanze dell’albo pretorio, i dati sarebbero questi e indicano una contrazione delle entrate derivanti dall’imposta di soggiorno, sempre più spesso invocata dalla politica per capire l’andamento dei flussi turistici, anche se, un’analisi più completa, richiederebbe di considerare diversi altri fattori. Limitandosi a questo, però, sembrerebbe che il turismo a Viterbo nel 2024 se non diminuisce, comunque non cresce, e certamente non esplode. Lo si comprende anche di fronte alla levata di scudi dei titolari delle strutture ricettive che avrebbero registrato una contrazione nel numero di prenotazioni, a seguito dell’apertura di nuovi BB e case vacanza che hanno aumentato l’offerta di posti letto, a fronte di una domanda da parte dei turisti che sarebbe rimasta la stessa, se non addirittura diminuita. Circostanza che Palazzo dei Priori ha tentato di giustificare con la contrazione dei flussi turistici registrati a livello nazionale. Un confronto a cui, però, sfugge un dato. A Viterbo l’economia di settore sembra ancora molto lontana dalla sua fase “matura”, evidenziando un potenziale di sviluppo ancora ampio e non realizzato che, se lo fosse, mettendo in campo strategie decise e mirate, potrebbe portare a segnare un trend in controtendenza al dato nazionale, come avviene per le economie emergenti di paesi in forte sviluppo, che continuano a crescere pure in presenza di congiuntura sfavorevole, quando il resto del mondo si ferma o torna indietro. Tuttavia, per dare un giudizio definitivo e attendibile, bisognerà aspettare la fine dell’anno, quando si conoscerà l’ammontare totale dell’imposta di soggiorno. Laddove si dovesse registrare un lieve aumento, se non addirittura una riduzione, volendo accontentarsi di un’analisi parziale limitata alla sola imposta di soggiorno, ciò dimostrerebbe comunque che quella rivoluzione in grado di creare nuovi posti di lavoro con il turismo promessa dal patto civico è ancora molto lontana dal realizzarsi. In attesa di questo, va comunque ricordato che una città attrattiva, non solo per i turisti, ma anche per i cittadini che ci vivono, non può prescindere da due fattori basilari: la qualità degli spazi urbani e i servizi. Sui primi i 100 milioni del PNRR faranno la differenza, sui secondi, e sulla necessità di garantire una puntuale manutenzione ordinaria, c’è ancora da lavorare.