Terza farmacia, Andrea Micci fa un esposto alla Corte dei Conti: “Dubbi sulle procedure seguite”.
Viterbo, 25 settembre 2024 – Esposto del consigliere comunale Andrea Micci alla Procura regionale del Lazio della Corte dei Conti e all’Autorità Nazionale Anticorruzione, sull’apertura della terza farmacia comunale. Sull’argomento l’esponente della Lega aveva presentato proprio nell’ultimo consiglio comunale un’interrogazione al sindaco Frontini, in cui chiedeva chiarimenti in merito alla spesa di circa 400 mila euro destinata all’apertura della terza farmacia. Al riguardo il consigliere poneva una serie di domande, riportate nell’esposto. Come “l’affidamento diretto per un importo di 50 mila euro a un soggetto esterno non appartenente all’organico della società per attività di consulenza ed assistenza professionale avente ad oggetto il risanamento delle farmacie comunali coordinamento loro attività”, quando, “il piano di risanamento – scrive Micci – ipotizzava la presenza di un direttore coordinatore di tutte le farmacie da individuarsi tramite la selezione interna tra i direttori in organico , a cui affidare la direzione del ramo aziendale intesa come gestione unificata”. “L’incarico – secondo lo stesso Micci – non sarebbe più presente ad oggi sul sito istituzionale della società nella sezione trasparenza“. Il consigliere, inoltre, come già detto in consiglio comunale, richiama una serie di “affidamenti diretti” alla società Atipico srl, chiedendo al riguardo, “se siano stati rispettati tutti i criteri di selezione del contraente, la normativa vigente in tema di gare e appalti pubblici e se siano stati coinvolti gli organi competenti”. Micci, che in consiglio comunale aveva chiesto come mai non fosse stato fatto un appalto, passa ad elencare nell’esposto, i vari affidamenti diretti alla società per “incarico di progettazione per la terza sede farmacia comunale Riello per 4 mila euro”; per “lavori di realizzazione della nuova farmacia in via Galvani per 147.500 euro“, “per l’esecuzione di lavori edili, impianti e infissi”. Gli affidamenti diretti proseguono per “incarico e mandato attività professionale relative all’autorizzazione parere igienico sanitario progetto impianto climatizzazione e impianto elettrico, per 8 mila”; un altro per “fornitura e posa in opera dell’insegna della farmacia comunale al Riello, con relative pratiche burocratiche per 11.555 euro” e ancora “lavorazioni per varianti extra contratto farmacia comunale per 18.985,00 euro”. “Appare opportuno precisare – prosegue Micci – che la somma complessiva spesa da Francigena, mediante procedura di affidamento diretto, finalizzata all’apertura della terza farmacia comunale, comprese le somme sopradette, ammonterebbe a circa 400.000,00 complessivi, di cui solo in parte ridotta per arredi pari a 93.662,70“. Micci ricorda nell’esposto di avere rivolto un’interrogazione al sindaco sulla questione nel “consiglio comunale dello scorso 17 settembre, al quale, però, ho avuto generiche rassicurazioni e affermazioni di principio, non è stata data risposta precipua”, dice Micci nell’esposto. “Dopo attenta analisi delle informazioni disponibili – prosegue – si evidenziano alcuni aspetti che destano preoccupazione. Emergono dubbi sulle procedure seguite dalla società, interamente partecipata dal comune di Viterbo”. In base a quanto esposto, conclude Micci: “Emerge con chiarezza che siano state approntate somme pubbliche ingenti per l’apertura del nuovo esercizi commerciale”, precisando che l’immobile oggetto di ristrutturazione, e quindi destinatario della quasi totalità degli importi spesi non è di proprietà dell’ente pubblico, ma di terzi privati“. Locale che, sempre secondo Micci, “fino a poco tempo prima, ospitava un’attività di ristorazione e che era stato recentemente ristrutturato, anche nell’impiantistica”.