Home Cronaca Mini macchina Pilastro, Angelo Loddo eletto capo facchino, prende il posto del padre Pino.
Mini macchina Pilastro, Angelo Loddo eletto capo facchino, prende il posto del padre Pino.

Mini macchina Pilastro, Angelo Loddo eletto capo facchino, prende il posto del padre Pino.

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Viterbo, 7 settembre 2023 – Angelo Loddo è il nuovo capo facchino della mini macchina del Pilastro che raccoglie l’eredità di Pino Loddo, suo padre con un’elezione che si è tenuta ieri sera, al termine della quale ha ottenuto la massima percentuale di voti. Rinnovata anche la nomina di vice presidente ad Antonio Graziano già storico consigliere del Comitato. A Pino Loddo è stato attribuito il ruolo di capo facchino emerito. 

Intervista ad Angelo Loddo. 

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Domanda – 52 anni di Trasporti e un futuro in evoluzione costante, cosa ti aspetti da questo importante incarico?

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“Ho ricoperto in questo Comitato per anni il ruolo da consigliere e per più di un decennio quella da presidente. Essere diventato oggi il nuovo capo facchino è un sogno che finalmente si realizza. Ho affiancato fino ad oggi mio padre durante tutti i trasporti e quando ho appreso la notizia del suo spontaneo fine mandato dopo 50 anni, non ho esitato a candidarmi alle nuove elezioni. Siamo in un mondo effettivamente in continua evoluzione, mi aspetto di fare i prossimi Trasporti con lo stesso spirito di papà, già da quest’anno porterò anche nuove importanti novità per quello che riguarda tutta la nostra grande organizzazione.”

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DomandaPino Loddo, capo facchino storico della mini Macchina del Pilastro, ma allo stesso tempo un padre e un punto cardine importante. Hai in mente delle innovazioni oppure manterrai la stessa linea di pensiero che tuo padre ha tracciato per tutti questi anni?

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Sicuramente papà è stato un punto di riferimento importante per tutti, ed oltre che un padre è stato anche il mio capo facchino, credo però che sia arrivato il momento di cambiare in virtù anche del continuo cambiamento generazionale che nel corso degli anni si è andato a riadattare a una società ormai diversa da quella che era venti anni fa. Dovremo sicuramente trovare delle innovazioni a livello di organizzazione del Trasporto, ma sopratutto delle prove stesse, infatti ho già in mente delle importanti modifiche da apportare al mese delle prove, per far si che tutti possano partecipare in maniera corretta, ma soprattutto ho intenzione di riportare anche un pochino di meritocrazia. I ragazzi devono capire che per ottenere determinati ruoli e postazioni sotto la Macchina devono essere partecipi alle prove, e devono partecipare anche alle attività che facciamo durante tutto l’anno insieme al Sodalizio facchini di Santa Rosa e agli altri comitati, prima tra tutte la messa volta ai mini facchini il 4 Settembre.

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Domanda -Un successo eccezionale è stato quello dello scorso trasporto, “squadra che vince non cambia”, lascerai invariato il team o apporterai importanti modifiche alla squadra di lavoro?

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“Abbiamo fino ad oggi avuto delle squadre di lavoro eccezionali e collaudate annualmente alla perfezione, chi mi conosce sa che io sono sempre stato uno che ha puntato al futuro guardando comunque al passato, l’ho fatto da presidente e lo farò oggi da capo facchino, credo però che sia arrivato anche il momento di dare spazio a chi da anni ci sta aiutando, tra cui tanti ex mini-facchini che sono ormai diventati adulti e che sono convinto possano anche loro ricoprire importanti ruoli che fino ad oggi sono stati coperti da altri, quindi molto probabilmente sì, qualcosa sicuramente andrà rivalutata a livello di team, anche se adesso i tempi sono abbastanza prematuri per ragionare su ipotetici cambi.”

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Domanda – Da Renzo Lucarini ad Alessandro Lucarini per il Comitato Centro Storico, da Pino Loddo ad Angelo Loddo per il Pilastro, entrambi di padre in figlio, ma in realtà ci sono delle elezioni a decidere chi andrà ricoprire questi importanti ruoli. Quali sono per te le caratteristiche ideali per essere un buon capo facchino della mini macchina?

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Credo che la parola “Capo” deve essere detta perché ormai è stata impartita così, ma per me il capo facchino è un leader, e non deve essere rispettato perché incute timore, ma  perché è un trascinatore di fede e di spirito, ce lo hanno dimostrato nel tempo i capo facchini storici della Macchina di Santa Rosa grande, vedi lo stesso Sandro Rossi che è un grande motivatore e una persona carismatica che viene seguita dai suoi uomini proprio erchè impartisce loro quella fiducia e quella stima che serve. Oltre alla parte carismatica ovviamente ci sta anche la determinazione e la prontezza nel prendere decisioni improvvise, perché durante il trasporto ci può stare l’imprevisto, o che qualcosa può andare sotto i piani organizzati e quindi ci vuole una persona che sia ferma con le proprie idee e pronta a tutto, mantendendo i nervi ben saldi, e spero proprio di coprire questo grande ruolo con quanto citato, anche se poi lo scopriremo solo dal primo sollevate e fermi il prossimo anno.

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Domanda -I mini facchini, e la grande scuola delle mini Macchine di santa Rosa, ma anche una società invasa dalla tecnologia e dai social, è evidente che nel corso degli anni c’è stato un leggero calo di bambini iscritti. Qual è l’appello che faresti a tutti i bambini viterbesi per avvicinarli di più a queste importanti tradizioni?

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“Siamo in un periodo in cui se vogliamo avere un rapporto diretto con i ragazzi dobbiamo parlare la loro stessa lingua e in questo momento credo che per i giovani di oggi la lingua dei social è quella più diretta, ovviamente noi lavoriamo e facciamo una manifestazione che va avanti da tantissimo tempo, veniamo da una storia addirittura che prende radici dal Medioevo, la cosa che mi ha sempre spaventato nel corso degli anni è che se ogni famiglia viterbese avesse almeno un figlio maschio o adesso una figlia femmina, che si avvicina a quello che sono le tradizioni della Macchina di Santa Rosa, le tre mini-macchine potrebbero avere 600/700 facchini a comitato e invece ce ne abbiamo solamente poco più di cento o duecento circa, questo vuol dire che dobbiamo lavorare proprio sui social, dobbiamo appunto avvicinare questi ragazzi e dobbiamo soprattuto dargli la possibilità di farci conoscere già nelle scuole dell‘obbligo, o nelle scuole di calcio o di rugby, e tramandare loro questo stupenda tradizione unica al mondo e che va avanti proprio perché ci sono i mini facchini, non dimentichiamoci che il 70% della formazione della Macchina del 3 settembre proviene dalle mini macchine. E’ doveroso che tra tutti e tre i comitati si crei un rapporto di unione e collaborazione affinché queste tradizioni si ingrandiscono sempre di più e non vanno mai a morire.”

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Domanda – Un anno di importanti novità nel mondo della Macchina di Santa Rosa, ma anche un anno dove per la prima volta ci sono state bambine sotto la mini Macchina del Comitato Centro Storico, in vista del prossimo trasporto al Pilastro aderirete anche voi a questi nuovi ingressi?

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Come già detto, non abbiano mai precluso nulla, siamo sempre aperti alle novità, dobbiamo però valutare diversi fattori, primo e importante, noi abbiamo i ciuffi e questo rende le cose leggermente diverse dai nostri cugini del Centro Storico, la posizione che si assume sotto la macchina è ovviamente più consona tra maschietti, anche per noi quando spieghiamo come ” acciuffare” la macchina, spesso siamo costretti a toccare il facchino per dargli la posizione giusta, questo ovviamente con le ragazze è molto più difficile. Dobbiamo confrontarci anche con il Sodalizio e trovare una soluzione, che sia equilibrata e giusta per tutti. Altro punto, fino ad oggi noi non abbiamo avuto donne tra gli addetti, quindi dovremo trovare anche collaboratrici che si occuperanno delle esigenze delle ragazze. Ripeto, prima di dire di sì, devo essere sicuro che le ragazze in formazione non abbiano nulla che le possa disturbare o non mettere a proprio agio. Durante l’inverno ci confronteremo insieme ai miei collaboratori e cercheremo di studiare la situazione e successivamente dare da parte nostra una definitiva risposta.

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Il Presidente Stefano Caciola si congratula con Angelo Loddo della nuova importante carica, garantendo già una solidale collaborazione su tutto quello che riguarderà i futuri trasporti della mini Macchina. Sono sicuro che Angelo sarà in grado di dare continuità ad un lavoro che fino ad oggi è stato impeccabile sotto ogni punto di vista, dando continuità a quello che fino ad oggi Pino ha donato con fede amore e rispetto al nostro quartiere e a tutta la Città di Viterbo – dice Caciola -.  Le mie sentite congratulazioni sono rivolte anche ad Antonio Graziano nominato vice presidente che mi affiancherà nel mio ruolo da presidente. Reciproca è la fiducia e la stima che ci unisce tutti e forte sarà il legame di collaborazione unanime con tutto il resto del consiglio direttivo riconfermato.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.