Home Cronaca Dies Natalis, la nuova macchina di santa Rosa: ecco come potrebbe essere.
Dies Natalis, la nuova macchina di santa Rosa: ecco come potrebbe essere.

Dies Natalis, la nuova macchina di santa Rosa: ecco come potrebbe essere.

0
0

Viterbo, 6 settembre 2023 – Dies Natalis: il motto della nuova macchina di santa Rosa, ancora senza volto. Perché il disegno sarà ufficializzato e mostrato in pubblico solo dopo i controlli che dovranno espletare gli uffici comunali su alcuna documentazione presentata. Nell’ultima seduta della commissione giudicatrice, stavolta pubblica, è stato rivelato solo il nome dell’autore: Raffaele Ascenzi. L’architetto, ed ex facchino, firma la sua terza macchina: prima di Dies Natalis c’è stata Gloria dal 2015 al 2023 e prima ancora Ali di Luce dal 2003 al 2008. Primo trasporto della nuova macchina: 3 settembre 2024. Ma l’appuntamento più atteso, ora, è un altro: quello in cui sarà rivelato il “volto” di Dies Natalis. Il progetto vincitore sarà presentato al pubblico dopo una serie di verifiche. Un lasso di tempo in cui vdovrà regnare il silenzio più assoluto sui disegni, pena l’esclusione. L’ideatore Raffaele Ascenzi , da parte sua, si è calato in un silenzio invalicabile. “Fino a quando non verranno fatti tutti i controlli amministrativi disposti dalle norme vigenti – spiega l’assessore alla cultura, Alfonso Antoniozzi – la graduatoria è da considerarsi provvisoria. Fino a quella definitiva, non si possono pubblicare i bozzetti, pena la decadenza”. Nei prossimi giorni, dunque, il responsabile del procedimento verificherà il possesso dei requisiti dei primi 3 classificati,  dichiarati nella busta B “anagrafica”. Se l’esito dei controlli sarà positivo, l’aggiudicazione sarà efficace e si potranno pubblicare i progetti. Salvo clamorose sorprese, dunque, la nuova macchina di santa Rosa sarà Dies Natalis. Immediata è iniziata a dilagare la curiosità: come sarà?  Nonostante il disegno sia rigorosamente tenuto chiuso in qualche cassetto comunale, qualche indizio c’è. Sta nella motivazione della scelta del progetto di Ascenzi, letta dalla presidente della commissione, Loriana Vittori, in seduta pubblica:  “Coraggiosa riproposizione delle macchine del passato (…) apprezzabile anche il posizionamento della Santa e il racconto degli episodi fondamentali della sua vita”, inseriti “nello sviluppo architettonico della Macchina”. In una delle macchine del passato, che sfilò tra il 1924 e il 1951,  ideata proprio da quel Papini che Ascenzi spesso cita e al quale si è già ispirato per Gloria, la figura di Santa Rosa non si trova in cima, ma a tre quarti della struttura all’interno di nicchie posizionate avanti e dietro. Se Dies Natalis avesse ripreso questa scelta, sicuramente introdurrebbe una grande novità rispetto a tutte le macchine viste in epoca recente.  Quelle del passato, inoltre, avevano bassorilievi sia figurativi, sia ornamentali, in cartapesta o in legno, oppure pannelli dipinti a mano come le pale d’altare per raccontare la vita di Santa Rosa. Anche Dies Natalis potrebbe aver ripreso queste soluzioni, come i bassorilievi, per esempio, realizzati con le moderne tecniche, in grado di fornire effetti veramente spettacolari, anche in chiave di chiaroscuro che potrebbe essere l’unica, cauta, licenza al colore in una macchina che quasi tutti, sono pronti a scommettere, sarà “bianchissima”, della trasparenza di un gioiello. Per ora solo ipotesi, intorno a un enigma che presto sarà svelato e che ruota tutto intorno a quelle poche parole lì: “Coraggiosa riproposizione delle macchine del passato”, che lasciano immaginare Dies Natalis come una macchina audace capace di grosse sorprese.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.