Viterbo, 21 giugno 2024 – Stangata in arrivo sulla Tari: “Stiamo lavorando per cercare di limitare al massimo gli aumenti”, dice l’assessore al Bilancio, Elena Angiani. L’aumento potrebbe essere superiore al 15%. Solo pochi giorni e si conoscerà l’ammontare esatto della nuova tariffa, dato che “Entro giugno”, spiega infatti l’esponente della giunta Frontini, “dovremo approvare il PEF, il piano economico finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani” e, quindi, a quel punto la tariffa e il suo aumento saranno certi. Palazzo dei Priori sta facendo i calcoli e “a giorni andremo in commissione”, spiega ancora Angiani, “e poi in consiglio comunale”. Se Palazzo dei Priori mantiene, per ora, la bocca cucita sui numeri, sulle cause che li hanno generati, diventa un fiume in piena. “Colpa dell’inflazione”, asserisce Angiani, “Già l’anno scorso la tariffa era aumentata del 2%”. I cittadini, però, non se ne erano accorti, dato che l’incremento era stato neutralizzato dal Comune mettendo sul piatto circa 160 mila euro. Risorse pubbliche e, dunque, uscite in ogni caso dalle tasche dei cittadini e sottratte a utilizzi diversi. Quest’anno, però, l’aumento della Tari finirà, invece, dritto a pescare nelle tasche dei contribuenti viterbesi. Un fenomeno, tuttavia, che sta interessando tutto il Paese con rincari ovunque, in tutti i Comuni, in misura più o meno elevata. “Sta accadendo in tutta Italia”, prosegue Angiani, “a Napoli nel 2023 c’è stato un incremento di più del 10%”. La stangata insomma arriverà per tutti gli italiani: già da qualche settimana sta montando la protesta, in particolare tra i commercianti, allarmati dalle stime poco rassicuranti del maggior costo che andrà ad impattare sui bilanci delle loro attività, in alcuni casi in maniera significativa. Qualche idea sulla nuova tariffa anche a Viterbo, in attesa dei numeri ufficiali, si può dare, considerando che l’autorità per la regolazione delle reti e dell’energie impone ai Comuni di determinare la tassa tenendo conto del costo del servizio e della somma dell’inflazione degli ultimi due anni: nel 2022 fu del 4,5% e nel 2023 salì all’8%. L’aumento della tariffa potrebbe insomma andare ben oltre il 15% senza considerare il nuovo appalto per il servizio di igiene urbana che per ora non è conteggiato nel PEF 2024. Ci sarà da capire in merito se oltre al rincaro dei prezzi ci sarà un aumento dei costi anche per eventuali nuovi servizi o differenti modalità nella loro prestazione. Interrogativo, per ora, rinviato al 2025.