Home Attualità Arcuri: Draghi non lo invita al vertice. Il commissario pare già fuori dai giochi.
Arcuri: Draghi non lo invita al vertice. Il commissario pare già fuori dai giochi.

Arcuri: Draghi non lo invita al vertice. Il commissario pare già fuori dai giochi.

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Nazionale, 25 febbraio 2021 – Il commissario Domenico Arcuri potrebbe fare la fine delle primule: i padiglioni con il fiore, chiusi prima di aprirli. Mario Draghi, appena arrivato, ha preferito altre soluzioni, magari meno di apparenza, ma sicuramente più economiche per le tasche degli italiani. I padiglioni con la primula, che dovevano fungere da punti vaccinali, sarebbero costati agli italiani circa 400 mila euro ciascuno. Soldi che Draghi ha pensato bene di risparmiare. E dopo le primule, a scomparire dal palcoscenico dell’emergenza, potrebbe essere lo stesso Arcuri. I segnali ci sono tutti. Il presidente del consiglio, Mario Draghi, ha convocato una riunione alle sette di sera due giorni fa per discutere del decreto con le nuove misure anti contagio: in quel contesto non è stato possibile non notare l’assenza del commissario, Domenico Arcuri. Presenti tutti i partiti della maggioranza, Giancarlo Giorgetti, Roberto Speranza, Dario Franceschini. C’erano non solo i politici, ma anche i tecnici.  Durante l’incontro si è parlato anche di vaccini, ma sull’argomento, anziché Arcuri, assente, ha preso la parola Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità. Secondo il Corriere della Sera Domenico Arcuri non c’era, semplicemente perché non  invitato. Un segnale non da poco su quello che potrebbe essere il futuro del commissario dell’emergenza Covid19. Nel Conte due, Arcuri, in una riunione del genere, ci sarebbe stato. Ma nella cabina di regia convocata da Draghi di lui nessuna traccia. In proposito va detto che il contratto di Arcuri scade il 30 aprile con la fine dello stato di emergenza. Pensare di anticipare la scadenza del suo contratto attraverso un’interpretazione estensiva di un articolo del decreto Milleproroghe, sembra impraticabile. Ne consegue che Domenico Arcuri, che comunque continua a gestire una serie di competenze importanti, come la distribuzione dei vaccini alle Regioni, resterà al suo posto, almeno fino ad aprile, ma rischia di non toccare palla. Arcuri “continua a lavorare sui (tanti) dossier che gli sono stati affidati. Ma sono in pochi a cercarlo nel governo“, scrive il Corriere della Sera. Un altro segnale del tramonto dell’era Arcuri potrebbe essere proprio la questione dei vaccini. Era stato lui, infatti, a prendere i primi contatti  con le aziende italiane per produrli in Italia. Ma oggi Farmindustria, l’associazione che le rappresenta,  sarà ricevuta dal nuovo ministro allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. Un chiaro segnale di discontinuità rispetto al commissario dell’era Conte che potrebbe essere sancito con il mancato rinnovo dell’incarico a scadenza.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.