Home Attualità Armando Siri (Lega), sottosegretario Infrastrutture: «Se nel Lazio si farà un aeroporto, sarà a Viterbo».
Armando Siri (Lega), sottosegretario Infrastrutture: «Se nel Lazio si farà un aeroporto, sarà a Viterbo».

Armando Siri (Lega), sottosegretario Infrastrutture: «Se nel Lazio si farà un aeroporto, sarà a Viterbo».

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Viterbo – “Se si farà un aeroporto nel Lazio, sarà a Viterbo”: il sottosegretario a Infrastrutture e Trasporti, Armando Siri (Lega), ieri a Viterbo in un incontro con militanti, amministratori e cittadinanza, ribadisce la sua vicinanza alla Tuscia, un “legame” siglato da tempo, quando la Lega aveva delle “piccole percentuali” e chi ci credeva qui nella Terra dei Papi era un “peones, una persona che aveva un’idea, un progetto, una visione per poter cambiare”. E oggi quel cambiamento c’è stato. Almeno nella testa dell’elettore, che da un certo momento in poi ha iniziato a votare Lega. Così tanto che oggi, stando ai sondaggi, quello di Salvini sarebbe il primo partito italiano. Una forza, comunque, di governo, insieme al Cinque Stelle.  E ora che il partito della Padania ha avuto la lungimiranza e l’intuizione di conquistare tutto lo “Stivale”, e nell’impresa è stato baciato dal successo, ricordarsi chi in tempi non sospetti ci aveva creduto, è un segnale di affidabilità e serietà. Tra questi c’è sicuramente il senatore Umberto Fusco, premiato con l’approdo in senato dopo anni di militanza in un territorio dove pareva che la Lega non potesse arrivare mai. Ma così non è stato. Siri lascia emergere l’amicizia personale che lo lega a Fusco in quell’”Umbertone” con cui spesso lo apostrofa affettuosamente, sottolineando che “I miei uffici per Umberto sono sempre aperti e a disposizione”. Per un territorio dove le infrastrutture sono solo un miraggio, la vicinanza di Siri è una rassicurazione: «Tutto quello che potremo fare, lo faremo», dice, «e quello che non potremo fare, cercheremo di migliorarlo insieme». Una Lega che non fa promesse, ma parla a cose fatte. E così sull’Alta velocità a Orte: «Quando avremo le idee chiare, diremo a tutti come la pensiamo – dice il senatore Fusco – Questo mio silenzio non è né a favore né contrario, rispetto i miei colleghi, gli amministratori di Orte e delle zone limitrofe, ma parlerò quando ci saranno elementi concreti e la situazione sarà chiara. Voglio ricordare, però, che la Lega ha una voce sola, e adesso qui è Umberto Fusco. Nessuno parli di altre cose che non sono quelle che escono dalla mia bocca».

Massima chiarezza anche sulla situazione del governo: «Non dobbiamo fare l’errore di venire qui a dire che tutto va bene, che siamo bravi. Preferisco stare più con i piedi per terra – dice Siri -. Abbiamo fatto la campagna elettorale, abbiamo preso tanti voti, formato un governo che non è monocolore, ma è frutto di un’alleanza con una forza politica che era in alternativa durante le elezioni. Su alcune cose siamo molto distanti, per esempio sulle infrastrutture, dove io credo che l’Italia abbia un gap enorme. Ma abbiamo dovuto fare una scelta: o dare un governo al Paese o gettarlo nel caos e fare le elezioni a luglio per vedere come sarebbe andata. Abbiamo optato per la prima strada – prosegue Siri –  ci siamo messi al tavolo del cosiddetto contratto di governo  per mettere giù le cose più urgenti che potevamo fare insieme. Un progetto di legislatura. Noi volevamo fare la flat tax subito, loro il reddito cittadinanza, noi le infrastrutture, loro l’analisi dei costi e dei benefici. Abbiamo dovuto trovare un’intesa. Un termine che presume che qualcuno rinunci a un pezzetto per fare avanzare l’altro. Per questo non posso venire qui a dirvi che abbiamo fatto tutto. Alla domanda se il decreto fiscale sia il migliore in assoluto, devo rispondere di no, è il meglio possibile in questo momento storico e con questa alleanza di governo, così la manovra economica, non è la migliore in assoluto, ma quella migliore che potevamo fare  all’interno di questo contratto di governo e del contesto europeo». Siri interviene anche sulle previsioni del deficit: «Ci dicono che siamo degli sfascia conti, la rovina dell’Italia, ma prima del 4 marzo le previsioni del deficit per il 2019, fatte dal governo Gentiloni, erano dello 0,8%. Sono salite, invece,  all’1,2% perché la crescita attesa da Renzi e Gentiloni non si è realizzata.  Con la clausola di salvaguardia dell’Iva, che vale 13 miliardi, siamo allo  0,7% del Pil, che spinge a una previsione di deficit dell’1,9%. Noi l’abbiamo portata a 2,4%, cioè lo 0,5% in più. In questa piccola percentuale c’è dentro il reddito di cittadinanza, la Fornero, ma ci sono anche 16 miliardi di euro di investimenti, 4,5 miliardi di aumento della dotazione del fondo sanitario, 2,5 miliardi per l’edilizia ospedaliera, 750 milioni di euro per le province, la liberazione dell’avanzo di amministrazione per gli enti locali  che nel 2019 potranno utilizzarlo per fare degli investimenti». Siri non si tira indietro sul reddito di cittadinanza e ammette: «In campagna elettorale siamo stati critici verso una misura che avesse avuto carattere assistenzialistico. Ci sono 8 miliardi sul reddito di cittadinanza, ma non sappiamo ancora come verranno utilizzati. La mia proposta è stata quella di non darli direttamente ai beneficiari, ma alle aziende che faranno lavorare queste persone, con tre vantaggi: evitare abusi, rimettere in circolazione sul mercato del lavoro chi ne è uscito, favorire le assunzioni, perché, poi, l’impresa può anche decidere di tenerti». Un’ultima precisazione sulla «pace fiscale». Siri ammette: «Non siamo riusciti a metterla nel decreto fiscale, non dipende da me, c’è tutto l’impegno. Cercheremo di metterla nella legge di bilancio».

Ad accogliere Siri a Viterbo molti amministratori di comuni e provincia. Tra questi il vice sindaco Enrico Maria Contardo, il presidente eel consiglio Stefano Evangelista, i consiglieri comunali Ombretta Perlorca, Stefano Caporossi, Valter Merli, Antonio Scardozzi. In prima fila i nuovi arrivati nella Lega Andrea Micci, Elisa Cepparotti e l’assessore Claudio Ubertini. Il consigliere provinciale Carlo Pellegrini.

 

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.