Asl in consiglio sul coronavirus: “Il virus non circola. Ma siamo pronti con una task force H24”.
Viterbo – Attiva presso l’ospedale Belcolle una task Force H24. “Il virus non circola, ma se questo avvenisse, siamo pronti a fronteggiare l’emergenza”. Rassicura tutti l’equipe medica intervenuta ieri al consiglio straordinario sul coronavirus, insieme al direttore generale della Asl, Donetti. “Abbiamo costituito prontamente l’unità di crisi – spiega – in base alle indicazioni ministeriali e regionali. Riceviamo aggiornamenti e nuove indicazioni continuamente. Il virus non sta circolando, ma dobbiamo essere pronti a fare fronte ai casi sospetti, senza allarmismi, però, nemmeno all’interno dei nostri operatori sanitari. L’unità di crisi sta lavorando, ma con tranquillità: non ci sono elementi di preoccupazione“, rassicura Donetti. “Alcuni virus sono arrivati a Viterbo in passato e qui si sono fermati – interviene la dottoressa Aquilani -. Abbiamo uno schema di isolamento e contenimento pronto a scattare“. La dottoressa ripercorre le tappe dell’individuazione del coronavirus: “A dicembre 2019 sono stati segnalati dei casi nella città di Wuhan di un virus non noto, ma molto simile ad altri, come quello della Sars. Le informazioni sono state condivise, c’è stata la conta dei casi e delle vittime”. La dottoressa Aquilani condivide la tesi che il virus si sia sviluppato nel mercato di Wuhan: “Sono posti pittoreschi e particolari. Vengono venduti animali vivi e morti, alcuni vengono scuoiati sul posto, quindi la contaminazione è possibile. Così come lo è il salto di specie dall’animale all’uomo, che in questo caso è certamente avvenuto. Forse il virus c’era anche prima, ma si è rafforzato ed ha fatto il salto di specie”. Secondo la dottoressa “la mortalità è bassa”. E sottolinea l’efficienza del sistema regionale sanitario: “La Regione Lazio è stata la prima a emanare la circolare operativa per un protocollo di intervento. Il ministro della Salute ha messo in piedi una task force operativa 24 ore su 24. Se c’è un sospetto sulla provincia di Viterbo lo so in due secondi e immeditamente faccio partire un protocollo”.
A raccontare il dietro le quinte di chi opera in trincea è il dottor Angelini, responsabile del Pronto Soccorso, anche lui ieri (6 febbraio 2020 ndr) sui banchi della sala del consiglio comunale. “Il Pronto soccorso è la porta dell’ospedale. Abbiamo indicazioni su come comportarci di fronte ai possibili casi di coronavirus. I sintomi attenzionati sono: tosse, febbre, respirazione difficile. Di fronte a tali patologie chiediamo subito da che zona proviene il malato, con chi è stato a contatto, se è stato in strutture sanitarie o luoghi in cui si sono verificati dei contagi. Da quanto tempo è che accusa tali sintomi. Il paziente sospetto viene immediatamente fornito di una mascherina e portato nella stanza di isolamento. Anche l’operatore sanitario indossa camice e guanti di protezione. Procede alla presa in carico del paziente, effettua il prelievo delle secrezioni delle vie respiratorie. Questi campioni biologici vengono impacchettati e spediti allo Spallanzani che è a disposizione H24. Se il coronavirus viene confermato, si procede al ricovero allo Spallanzani. Se non c’è posto, abbiamo disponibilità al reparto malattie infettive. Se, al contrario, non ha il coronavirus, viene liberato”. Il dott. Carlini del reparto malattie infettive, fornisce qualche informazione in più sul tipo di virus: “Può dare origine a patologie seria fino alla polmonite. Il tasso di mortalità è basso, ma alto quello di contagio. Il virus si trasmette quando il paziente è sintomatico. Al reparto malattie infettive abbiamo otto stanze di isolamento anche per la trasmissione aerea. Una la lasciamo sempre libera per eventuali casi di coronavirus”. Che, finora, fortunatamente per la provincia di Viterbo, non si sono verificati. Questo è un virus che non conosciamo – prosegue Carlini – per esempio la sintomatologia non è così tipica come in altre forme. I due cinesi alla Spallanzani accusavano un raffreddore la donna e una polmonite il marito, non in una forma importante. Ora sono ricoverati in rianimazione e intubati. È in virus nuovo, non lo conosciamo. È stato isolato, ma c’è da fare ancora molto. I cinesi hanno tirato fuori questi due farmaci, dicendo che sono idonei, ma l’Oms ha smentito. Per avere una terapia e un vaccino dovremo aspettare mesi, forse anche anni. Siamo comunque pronti per ogni evenienza, che speriamo non arrivi”. In sala anche il dottor Fiore: “Dobbiamo diffondere notizie più certe possibili. Trasmettere tranquillità. Noi medici generali siamo tranquilli e sicuri del nostro operato”. I consiglieri comunali di maggioranza hanno dichiarato di devolvere il gettone della seduta del consiglio straordinario sul coronavirus allo Spallanzani, respingendo, così, gli attacchi della minoranza nei giorni scorsi.
Tiziana Mancinelli
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