Viterbo, 7 dicembre 2024 – Mancano ancora circa due mesi alle elezioni di febbraio, ma l’elezione di Luigi Aspromonte a capofacchino sembra una vittoria annunciata. Tuttavia non si escludono sorprese, come la presenza di un altro candidato. Il capofacchino in carica è Sandro Rossi, storica figura del trasporto. “Sono pronto a candidarmi alle elezioni di febbraio per il ruolo di capofacchino”, dice Aspromonte, “Se non sarò eletto, significa che i facchini non mi vogliono e, quindi, lascerò il Sodalizio”. Aspromonte può giocarsi la carta di avere già dato prova concreta di essere adatto al ruolo, avendo superato a pieni voti la conduzione del primo trasporto di Dies Natalis. La sua entrata in campo è stata improvvisa e non programmata, seguita all’indisponibilità del capofacchino Sandro Rossi ricoverato in quei giorni in ospedale, dove è stato operato al cuore. Aspromonte, però, in quel ruolo ci entrato ed ora pare avere tutta l’intenzione di restarci, sempreché sia questa la volontà dei facchini. Come lui stesso sottolinea, oltre ad avere alle spalle 20 anni di trasporto, tra i requisiti fondamentali per fare il capofacchino ci sono “carisma e fiducia”. Le elezioni di febbraio potrebbero coronare la sua vita da facchino: “Quando ho deciso di lasciare il ciuffo, sono entrato subito nell’ottica di diventare capofacchino”, dice. E l’esordio di Dies Natalis ha iniziato a dare contorni concreti alla sua aspirazione. Ora la parole spetta al Sodalizio con il voto di febbraio. Del logoramento dei rapporti con il capofacchino in carica, Sandro Rossi, emersi pubblicamente nella riunione alla ex chiesa della Pace, non vuole parlare: “Non entro nel merito”, afferma categorico. E ribadisce la sua intenzione di proseguire la strada all’interno del Sodalizio. “Ad anno nuovo ci saranno le elezioni e io mi candiderò”, annuncia. “Mi affido ai facchini che sicuramente sapranno scegliere e riportare serenità all’interno del Sodalizio, quella che ho visto e sentito nell’ultimo trasporto”. Riflettori puntati sulla lista dei canditati, ovvero se ci sarà solo il nome di Aspromonte oppure quello di qualcun altro, e se, al riguardo, il Sodalizio saprà dimostrare compattezza convergendo solo su uno o si spaccherà. Insomma la partita è ancora tutta da decifrare. “Non so se si candiderà qualcun altro o ci sarà solo il mio nome”, dice anche Aspromonte. A febbraio si voterà pure per le cariche di presidente e vice presidente del Sodalizio. Per candidarsi bisogna avere alle spalle 20 anni di trasporto, così come per i probiviri, mentre sono richiesti solo dieci anni per i componenti del comitato direttivo e dei revisori dei conti. Ma soprattutto bisogna avere il consenso della base: servono circa 120 voti. A febbraio, quindi, termina anche il mandato di Massimo Mecarini, presidente dal 2008: “Avevo detto che questo sarebbe stato l’ultimo mandato”, dice, “Ma mi ricandiderò. La mia presenza è necessaria in questo momento particolare”, esclama, alludendo probabilmente, anche se non lo dice, alla transizione nel ruolo di capofacchino che potrebbe portare all’uscita di scena di Sandro Rossi e al subentro di Luigi Aspromonte. Per il presidente il numero di anni di trasporto sono solo il primo di una serie di requisiti: “Oltre ad avere un’esperienza di base sotto alla macchina”, dice, “il presidente deve anche avere una conoscenza generale della pubblica amministrazione, della contabilità, e ora, con il riconoscimento Unesco anche di relazioni internazionali, parlare almeno l’inglese”. A differenza del capofacchino che scende in campo il 3 settembre”, dice ancora, “quello del presidente è un lavoro che si svolge 365 giorni all’anno”.