Bagnaia: sacchetti di immondizia in fiamme. Arena: «Un costo in più per il Comune smaltirli. Ma nessun allarme sicurezza»
Viterbo – Bagnaia torna al centro della cronaca: dei sacchetti di immondizia abbandonati in un angolo della piazza centrale hanno preso fuoco. Torna a farsi largo l’ipotesi dell’ennesimo atto di vandalismo, dopo quello, recentissimo, del presepe allestito sempre nella stessa area, “addobbato” con poco senso civico e pessimo gusto con dei petardi posti in braccio a Gesù Bambino e una borsa a tracolla della Madonna, messi, forse, dopo aver abbattuto un pezzo della staccionata che delimitava la rappresentazione della natività. Oggi i sacchetti di immondizia in fiamme. Come se non bastasse la spazzatura buttata per strada, che già di per sé è uno spettacolo poco edificante. Qualcuno, probabilmente, ha visto bene di fare un falò. Inciviltà su inciviltà, anche se non si esclude che le fiamme possano essere divampate pure per un gesto di distrazione come l’aver buttato una sigaretta sul cumulo dei rifiuti, un comportamento, comunque, anche questo, che ha ben poco a che fare con abitudini decorose, senso civico e rispetto della cosa pubblica. Ora portare via quei rifiuti costerà al comune di Viterbo, e quindi a tutti i contribuenti viterbesi, una bella sommetta. «Quando prendono fuoco rifiuti – dice il sindaco Giovanni Arena – si scatena una reazione chimica e quindi il rifiuto diventa pericoloso, potrebbero essere anche tossico. Dovrà essere una ditta specializzata a doverlo recuperare. E ci sarà da pagare. Si tratta anche di belle cifre: a seconda dei casi si va da centinaia di euro a qualche migliaia. Ho già comunicato l’accaduto al settore ambiente. Domani chiameranno la ditta e mi auguro che possa essere rimosso tutto». Anna esclude un allarme sicurezza a Bagnaia: «La madre dei cretini è sempre incinta – dice – Sono episodi isolati. Non c’è pericolo. Ora a Bagnaia faranno una bella festa il 15 gennaio», dice il sindaco quasi a spazzare via ogni inquietudine. «Sono solo ragazzate, che però costano, perché comportano delle spese per il comune di Viterbo».