Viterbo, 14 marzo 2020 – Di fronte all’imponente struttura di Belcolle, c’è un edificio separato. È la palazzina D. Ed è qui che si combatte la battaglia al coronavirus. L’intero stabile è stato destinato all’accoglienza e alla cura dei pazienti Covid-19. Qui opera il personale medico sanitario di malattie infettive, oramai interamente dedicato al coronavirus. Una squadra di dottori e infermieri rafforzata dall’arrivo di altro personale da altri reparti, in particolare dalla sala operatoria, che attualmente ha ridotto l’attività, e dagli ospedali periferici. È qui che i medici e gli infermieri combattono la loro battaglia quotidiana per arrestare il virus che ha gettato l’Italia in un baratro, da cui sta cercando faticosamente di uscire, vista l’assenza di farmaci e vaccini specificatamente dedicati a questa nuova patologia in grado di sconfiggerla. La sanità italiana, nonostante i tagli e i ridimensionamenti di questi anni, sta dando una grande prova di coraggio e di efficienza nella risposta al Covid-19, grazie alla professionalità e allo spiccato senso del dovere del personale medico sanitario. Per loro, in questo momento drammatico, non ci sono ferie, né permessi. C’è solo il reparto e la mascherina, un lavoro che diventa, in questo periodo terribile, una vera e propria missione. L’ospedale di Belcolle, oramai, è in piena operatività per fronteggiare l’emergenza epidemiologica. Nei giorni precedenti è stata messa in atto una riorganizzazione radicale di alcuni reparti per dedicare spazio attrezzato e personale medico sanitario in quantità ampiamente sufficiente a trattare pazienti con una patologia di tale complessità. L’ospedale di Belcolle, potendo garantire un’elevata complessità delle cure, è stato individuato come l’ospedale di riferimento per la presa in carico dei pazienti COVD-19, con il supporto determinante degli ospedali di Civita Castellana, Tarquinia e di Acquapendente, nonché delle strutture periferiche. L’ospedale di Tarquinia ha messo a disposizione l’utilizzo di 60 posti letto per i pazienti provenienti da Belcolle, al fine di liberare posti letto nel presidio viterbese, laddove fosse necessario. La riorganizzazione di Belcolle è iniziata con il blocco dell’attività chirurgica in elezione, ad eccezione dei pazienti oncologici, la chirurgia d’urgenza e traumatologica, con conseguente dirottamento del personale a rinforzo dei reparti toccati da vicino dall’emergenza coronavirus: terapia intensiva, rianimazione e la cosiddetta Palazzina D, con 25 posti letto esclusivamente dedicati alla presa in carico dei pazienti di malattie infettive, con percorsi assistenziali, riservati e protetti, in altre parole dei pazienti Covid-19, gli unici attualmente presenti. Qui, dove, tutti i giorni i medici e gli infermieri guardano in volto quel nemico invisibile che ognuno di noi teme di incontrare nella stretta di mano di un amico, in un abbraccio di un proprio caro, nell’attimo fuggevole dell’incrocio per strada di un estraneo contagiato. Qui, tutti i giorni, si cercare di vincere la sfida con il terribile virus che ha gettato l’Italia nella sua ora buia.


