Viterbo, 28 giugno 2023 – Asili nido: resa dei conti in consiglio comunale di ieri. Nel senso più ampio del termine. Perché i conti fatti dall’assessorato ai Servizi Sociali non tornano. È la stessa Patrizia Notaristefano, che gestisce la delega, ad ammetterlo. Nella determinazione di giunta per l’anno educativo 2023-2024, i numeri su cui si fonda la decisione di chiudere le convenzioni con gli asili nido privati e accreditati sono sbagliati. “C’è stato un refuso”, dice Notaristefano, il “37” riportato in delibera, non è il numero di richieste soddisfatte dalla rete di asili nido convenzionati, bensì la “percentuale” che, a causa dell’errore, era precipitata al 22%. I posti realmente coperti dai nidi privati sarebbero stati nell’anno precedente “63-65”. Nonostante l’ammissione dello sbaglio, però, la decisione del Comune non cambia. Si va avanti così. Chiuse le convenzioni, i contributi comunali, così come avviene già per i bonus Inps ed efamily saranno erogati direttamente alle famiglie e non più alle strutture. Ma come? Qui si solleva un vespaio di polemiche, non solo con le strutture ex convenzionate, il malcontento serpeggia anche tra le famiglie. Dalle parti dell’opposizione, invece, arriva un pesante attacco a Patrizia Notaristefano per la rivoluzione innescata. L’assessore giustifica le scelte intraprese con l’obiettivo di “sostenere più famiglie e incrementare il numero di bambini che possono accedere ai servizi educativi”. Secondo Notaristefano, quindi, senza le convenzioni si può fare meglio e cita ad esempio i nidi accreditati ma non convenzionati che “per un’intera giornata, fino alle 18, arrivano a una retta massima di 577 euro svolgendo anche una serie di attività”, cercando di esorcizzare con questo i tanti timori che agitano le famiglie circa una lievitazione delle rette, in seguito alla perdita del contributo comunale da parte delle strutture private.
Argomento che conosce bene la consigliera comunale Alessandra Troncarelli, ex assessore regionale ai servizi Sociali: “Il bonus eFamily è partito con me, con la giunta Zingaretti, ma non sappiamo se la nuova giunta deciderà di finanziarlo ancora”. Il dettaglio non è da poco, perché il contributo comunale dovrebbe coprire quel che resta della retta, dopo che il genitore ha incassato il bonus Inps ed eFamily che saranno, però, noti successivamente all’avviso pubblico per i contributi comunali, già uscito sull’albo pretorio. Insomma, una matassa sempre più intricata, con le famiglie che faticano a trovare il bandolo e capire cosa fare per iscrivere i propri figli al nido, ma soprattutto, quanto pagare. Ad oggi non ci sarebbero certezze. “Il vostro è un cambiamento che può innescare una bomba a orologeria”, ha tuonato la consigliera comunale, Alessandra Troncarelli (PD) nella seduta di consiglio di ieri. “Le carte parlano da sole”, ha detto, annunciando la richiesta di un consiglio straordinario sugli asili, sottoscritta da tutta l’opposizione, quindi anche Lega, Fratelli d’Italia, Per il bene Comune. “C’è forte preoccupazione per lo stravolgimento di un sistema che dura da circa 22 anni”, ha sottolineato ancora Troncarelli che ha contestato: “Nell’avviso” per i contributi comunali bisogna essere iscritti al nido, ma senza sapere quale sarà l’importo mensile”, e la parte residuale che coprirà il Comune, dopo l’erogazione, nota a posteriori, del bonus Inps ed eFamily con quest’ultimo su cui pesa un forte interrogativo. In merito a questo punto, Notaristefano ha ammesso la criticità, ma si è affrettata a precisare che “gli uffici stanno lavorando per dare certezze alle famiglie sulla misura del contributo comunale a prescindere da altri bonus”. Anche Antonella Sberna (FDI) ha criticato l’operato della giunta Frontini sugli asili: “Quello che state facendo è grave. Mandate a zampe all’aria un servizio che funziona”. A condire il piatto amaro servito dall’opposizione all’esecutivo di Palazzo dei Priori, arriva una bella dose di pepe dalla consigliera comunale Luisa Ciambella (Per il Bene Comune) “Con le scuole avete un problema in generale – ha detto alla sindaca – a quello che stanno vivendo le famiglie sugli asili, si aggiunge il dramma di lavoratori e famiglie seguite da assistenti scolastici, strumentalizzati in campagna elettorale con la promessa di una stabilizzazione”, mai arrivata, e con “contratti in scadenza al 31/12”. “Queste persone – ha fatto notare Ciambella – da settembre 2022 non hanno notizie, né sono stati ricevuti, nonostante le richieste di incontri al sindaco”. Alla fine si sono “rivolti al sindacato” che ha scritto a Frontini. “Visto come avete gestito gli asili nido – ha punzecchiato Ciambella – siamo preoccupati che possiate tirare fuori dal cilindro un’altra rivoluzione”. La sindaca, da parte sua, ha ammesso: “non sono aggiornata, nelle prossime settimane affronterò la tematica”, promettendo che incontrerà i lavoratori.